Economia

Obbligazioni subordinate: cosa fare per recuperare i soldi

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Mario Sensini sul Corriere della Sera di oggi spiega cosa devono fare gli obbligazionisti subordinati per recuperare almeno una parte dei soldi persi nella risoluzione delle quattro banche (CariFerrara, CariChieti, Banca Marche, Banca Etruria), comprese quelle con la famigerata sigla IT0004966856. Con il via libera definitivo alla legge di Stabilità si attende ora il decreto che dovrà definire i criteri per i rimborsi ai risparmiatori che hanno perso i soldi investiti nelle obbligazioni subordinate. Sarà l’Autorità anticorruzione a stabilire, valutando caso per caso, chi rimborsare. Con la liquidazione coatta amministrativa, spiega ancora Sensini,  tutte le attività liquidate non sarebbero mai bastate a coprire le passività e rimborsare tutti, compresi gli obbligazionisti subordinati. Che non avrebbero comunque ottenuto nulla, come gli azionisti, e ai quali oggi non resta che sperare nel Fondo o nelle cause milionarie contro gli ex amministratori, sindaci e società di revisione. E allora, che fare?

L’unica speranza concreta di recuperare almeno una parte dei denari investiti resta quella di affidarsi al Fondo di Solidarietà, anche se non tutti potranno farlo. Nelle intenzioni del governo il Fondo dovrebbe intervenire solo a favore dei risparmiatori più deboli, quelli indotti dalle banche a fare investimenti troppo rischiosi o sproporzionati, e solo dopo il giudizio di un arbitrato. L’Economia e la Giustizia stanno già impostando il decreto per stabilire i criteri di accesso e i limiti dell’intervento del Fondo, che sarà comunque parziale.
Ma è un’operazione delicata, perché il governo vuole evitare ogni contenzioso, soprattutto con la Ue, e ci vorrà del tempo. Nel mentre Palazzo Chigi dovrà, con un decreto del Presidente del Consiglio, se non con un nuovo apposito decreto legge, disciplinare il funzionamento dei collegi arbitrali ed affidarli formalmente all’Autorità Anticorruzione.

 

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I dati relativi ai clienti rimasti scottati dalla vicenda delle obbligazioni secondarie (fonte: Corriere della Sera)

I risarcimenti agli ex amministratori non sembrano una via agevole da percorrere. Per Cariferrara, chiamata in giudizio da Bankitalia, la causa è partita a luglio, ma avrà tempi biblici. Solo a metà dicembre il Tribunale di Ancona ha deciso di fissare la prima udienza, mettendola in calendario per l’ottobre del 2016. Per i NPL c’è molto pessimismo:

L’altra soluzione che azionisti e obbligazionisti avevano intravisto e sollecitato per recuperare almeno parte degli investimenti, era legata alla possibilità di realizzare più soldi del previsto dalla vendita dei crediti in sofferenza delle banche dissolte, rilevati da una società speciale, una bad bank. Il governo, però, è assolutamente scettico. Nella bad bank sono finiti 8,5 miliardi di sofferenze, svalutate a 1,5 miliardi seguendo i criteri dettati dalla Ue. Ma il governo ha dovuto metterci anche una garanzia di 400 milioni di euro, perché per la Commissione quei crediti valgono anche di meno.
Dal loro realizzo dovrebbero già saltare fuori 3,2 miliardi per rimborsare il Fondo di risoluzione che ha finanziato la bad bank (1,5 miliardi) e il sistema bancario che ha ricapitalizzato (1,7 miliardi) le quattro nuove banche. «Irrealistico» pensare, dice il Tesoro, che resti ancora qualcosa per azionisti e obbligazionisti.

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