Economia

I nuovi controlli sulle assenze degli statali

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Nelle prossime due settimane il Consiglio dei ministri si occuperà dei tre decreti correttivi su partecipate, dirigenza sanitaria e licenziamenti degli assenteisti necessari per rendere efficace la riforma della Pubblica amministrazione. Dei tre decreti correttivi il provvedimento sul licenziamento disciplinare degli statali e sulle verifiche per malattie e assenze impatterà il maggior numero di lavoratori pubblici. Per questo, spiega oggi il Corriere della Sera, le assenze per malattia dei dipendenti pubblici verranno controllate non più dalle ASL ma dall’INPS: ci sarà un polo unico della medicina fiscale per il privato e per il pubblico.

Nel decreto che arriverà in Consiglio dei ministri a metà febbraio sarà rafforzata la posizione dei 1.300 medici presenti nelle liste speciali: professionisti sottoposti a un regime di incompatibilità, per evitare conflitti d’interesse tra chi esegue i controlli e chi viene controllato. Dovrebbe anche essere assicurata la continuità professionale, così da permettere una maggiore specializzazione e l’attività in via esclusiva per scoprire con determinazione chi riesce a truffare la Pa.

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Le regole per il licenziamento degli statali (Corriere della Sera, 5 febbraio 2017)

Tra le novità la possibilità di mandare i medici a controllare i casi sospetti di lavoratori in malattia, con verifiche ripetute. Le fasce orarie di reperibilità, in cui farsi trovare a casa, dovranno essere armonizzate (attualmente le ore giornaliere sono 4 per il privato e 7 per il pubblico). Il polo unico della medicina fiscale ruoterà intorno a un cervellone elettronico, chiamato «Sin» (Sistema informativo normalizzato). Ci sarà anche la revisione del preavviso per chi ha parenti disabili:

Il decreto prevede inoltre la revisione normativa sui preavvisi per la concessione dei permessi legati alla «legge 104» del 1992 (la norma che consente tra l’altro di assentarsi dall’ufficio quando è necessario assistere un familiare disabile o malato) in occasione dei prossimi rinnovi contrattuali del pubblico impiego. A fronte di molti che hanno usato i permessi per assistere i congiunti in difficoltà, non sono mancati i casi di chi ha approfittato di questo provvedimento per continuare a prendere lo stipendio senza andare a lavoro

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