Attualità

Le «nuove» droghe sintetiche

A inizio gennaio quattro ragazzi sono morti in Regno Unito dopo aver fatto uso di un nuovo tipo di pasticca: la “Superman”. Questo nuovo tipo di pillola sarebbe venduta come Ecstasy con la differenza che il principio attivo al suo interno sarebbe un nuovo tipo di droga sintentica, il PMMA invece che la consueta molecola di MDMA. Lo stesso tipo di Ecstasy “contraffatta” sarebbe inoltre tra i principali sospettati di sei decessi in Florida e di altri tre a Chicago l’anno scorso.

COS’È LA PMMA
La PMMA ( Parametossimetamfetamina) e la PMA (Parametossiamfetamina) sono stimolanti sintetici, questa la definizione che ne dà il Dipartimento per le Politiche Antidroga:

La PMMA è una fenetilammina analoga alla PMA dalla quale differisce per la presenza di un metile sull’azoto e analoga alla metamfetamina dalla quale differisce per la presenza di un gruppo metossi in posizione para sull’anello aromatico. È stata rilevata frequentemente in associazione alla PMA e in compresse vendute come ecstasy. Nei campioni biologici in caso di assunzione di PMMA si riscontra anche la presenza di PMA, nel quale la PMMA viene in parte metabolizzata. Viene assunta generalmente per via orale in contesti ricreazionali analoghi a quelli in cui è diffuso l’ecstasy.

L’effetto allucinogeno è simile a quello del MDMA con la differenza che PMMA e PMA hanno un livello di tossicità maggiore rispetto al MDMA ed inoltre le pasticche contenenti PMMA/PMA possono richiedere più tempo per fare effetto, con il risultato che chi le assume è portato ad assumerne di più (aumentando quindi il rischio di intossicazione) per ottenere prima l’effetto desiderato. Per questi due motivi le PMMA/PMA sono considerate “la droga perfetta” per andare in overdose. Il problema principale naturalmente è che è impossibile sapere quale molecola sia contenuta all’interno delle pasticche di Ecstasy, se MDMA o PMMA/PMA, quindi il consumatore sentendosi meno eufuorico che con la solita Ecstasy potrebbe prima pensare di essere stato fregato e di conseguenza semplicemente decidere di raddoppiare la dose per potersi finalmente divertire.


Ed è qui che nasce il problema perché gli alti livelli di tossicità delle molecole di PMMA/PMA comportano che sia sufficiente assumere un dosaggio di sostanza molto più basso per poter sentire prima un altro tipo di effetti, quelli collaterali. Non essendoci un modo per saperlo (e tenendo sempre presenti i consigli dei bravi dottori che suggeriscono di non fare uso di droghe) l’unica cosa da fare è evitare di peggiorare la situazione ad esempio asentendosi dal mescolare droghe e sostanze alcooliche. Per questa sera niente sballo ma solo una moscia euforia, insomma come una prima serata su Rai Uno.

"Have you seen this drug?" L'avviso della polizia del Suffolk dopo i decessi di gennaio (fonte: Twitter.com)
“Have you seen this drug?” L’avviso della polizia del Suffolk dopo i decessi di gennaio (fonte: Twitter.com)

I CANNABINOIDI SINTETICI
Non ci sono però solo l’Ecstasy e le sue varianti più o meno letali nella lista delle droghe sintetiche da tenere d’occhio. Ci sono ad esempio anche diverse decine di varianti di cannabinoidi sintetici (chiamati Spice) ovvero sostanze (o meglio, miscele di sostanze con additivi) vendute come incensi e “profumatori d’ambiente” ma di fatto utilizzate come alternativa alla Marijuana vengono pubblicizzate come “psicoattivi naturali” (ma con l’etichettatura “non per il consumo umano”).
Fonte: Understanding the ‘Spice’ phenomenon via emcdda.europa.eu
Fonte: Understanding the ‘Spice’ phenomenon via emcdda.europa.eu

A preoccupare non sono solo le erbe utilizzate per creare le varie miscele Spice ma soprattutto i composti chimici usati come addittivi:
Alcune delle sostanze chimiche trovate nelle miscele Spice
Alcune delle sostanze chimiche trovate nelle miscele Spice

Questo genere di sostanze è stato a lungo tempo in libera vendita nei cosiddetti Smart Shop prima che ne fosse vietata la vendita. Pur senza avere gli effetti letali delle pasticche al PMMA anche la cannabis sintetica ha effetti poco piacevoli sull’organismo. Uno studio condotto dall’Università di Trieste riporta il caso di un adolescente ricoverato con forti celfalee, vomito, allucinazioni e senso di disorientamento dopo aver fumato uno di questi “incensi”.