Economia

Una nuova tassa sul fumo?

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Una nuova tassa sul fumo per finanziare con 700 milioni di euro la sanità italiana. È questo il progetto della ministra Beatrice Lorenzin che ha due obiettivi espliciti: scoraggiare il fumo per migliorare la salute degli italiani, e fornire risorse alla macchina della sanità che deve far fronte ad assunzioni, farmaci e vaccini. Della vicenda parla oggi Repubblica in un articolo a firma di Roberto Petrini:

Il gettito che si valuta al ministero è considerevole. Il calcolo dei tecnici è il seguente: visto che i circa 10 milioni di fumatori italiani consumano in media un pacchetto al giorno, cioè 3,6 miliardi di pacchetti all’anno, in questo modo si raccoglierebbe una cifra intorno ai 700-750 milioni di euro. Se, come sembra, la tassa da 20 centesimi a pacchetto dovesse essere applicata proporzionalmente anche a prodotti come i trinciati, i sigari e il tabacco da pipa, il totale delle risorse potrebbe essere anche più elevato.
Venti centesimi a pacchetto, si dice, sono un piccolo sforzo per contribuire, con un atto virtuoso, alla salute di tutti. E questa è la linea di Beatrice Lorenzin che, lo scorso anno, aveva fatto una proposta analoga: una microtassa sulle sigarette, in cambio di nuovi farmaci oncologici. In quella occasione il progetto fu bocciato da Renzi, contrario a nuove tasse. Ora la ministra ci riprova.

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Gli italiani e il fumo (La Repubblica, 1 ottobre 2017)

Ci sono però alcune perplessità sulla tassa sul fumo: secondo alcuni studi l’incremento delle accise si scaricherebbe immediatamente sul prezzo, scoraggerebbe i consumi o li indirizzerebbe verso prodotti più a buon mercato. Risultato: alla fine il gettito sarebbe più basso. Secondo altre indagini, invece, se si colpiscono le sigarette a prezzo più basso, spesso la clientela più «povera» rinuncia completamente al fumo: anche in questo caso il gettito non aumenterebbe di tanto. Infatti il gettito dalle tasse sui tabacchi è diminuito da 11 a 10,5 miliardi di euro.