Economia

Nino Galloni: l'intervista all'economista che potrebbe diventare assessore di Raggi

nino galloni

Nino Galloni è l’economista in pole position per sostituire Marcello Minenna come assessore al bilancio della Giunta Raggi. Il suo nome era circolato anche all’epoca della prima formazione della giunta, in alternativa a quello del commissario Consob, quando quest’ultimo sembrava orientato a dire no alla sindaca. Poi era uscito dai riflettori. Da un paio di giorni però è tornato prepotentemente d’attualità dopo l’addio di Minenna. L’economista e insegnante, oggi nel collegio dei sindaci dell’Inail e presidente del Centro Studi Monetari, a colloquio oggi con il Corriere della Sera, conferma che il suo nome è stato speso e dà anche la sua disponibilità, ma a una condizione che forse non piacerà alla sindaca:

«Le cose stanno così: ci sono militanti cinquestelle vicini alla sindaca che mi considerano una persona adeguata al ruolo e quindi hanno suggerito la mia candidatura».
E lei sarebbe pronto?
«Io la mia disponibilità la do senz’altro. Poi è chiaro che possono intervenire molte questioni, mi sembra che la situazione sia in divenire».
Si riferisce alle dimissioni a catena degli ultimi giorni?
«Sì. Chi ha chiesto il parere a Cantone sapeva che sarebbe stato rapido e negativo. Adesso Raggi è più forte, ma deve azzeccare le mosse, non può campare di rendita in eterno. Se il M5S ce la fa a Roma, si candida a guidare l’Italia.»

Con il riferimento al parere “rapido e negativo” di Cantone, Galloni sembra riferirsi alla teoria complottistica ieri evidenziata da Ferdinando Imposimato e appoggiata anche da Minenna su un presuntissimo tentativo di sabotaggio della Giunta Raggi con l’avallo del Raggio Magico contro i “veri M5S”. Facezie.
nino galloni assessore bilancio roma 1
Più interessante è la distinzione tra keynesiani e sostenitori della decrescita felice che Galloni fa tra i militanti M5S e soprattutto l’apertura sulle Olimpiadi a Roma, che è vista come il fumo negli occhi dalla Giunta:

«Vede, io non ho un passato di frequentazione con la sindaca, ci conosciamo appena. Ovviamente sono sempre stato su posizioni di condivisione con i principi originali del M5S. Che però ora si divide in due correnti: ci sono i keynesiani che sono, diciamo, miei tifosi, e quelli che spingono per la decrescita. Ecco, questi mi vedono meno bene».
In che senso scusi?
«Un esempio? L’Olimpiade: è giusto non considerarla una priorità, ma se la priorità è il destino dei 150 impianti di Roma allora se ne può, anzi se ne deve parlare. E a questo deve seguire una mediazione con le forze che l’Olimpiade certamente la vogliono. A me piacerebbe interpretarla anticipando le sponsorizzazioni, facendo ricorso alla moneta complementare, cioè quantificare oggi quanto si farà domani. Servono idee nuove».

Infine, Galloni ribadisce alla fine dell’intervista di essere un rivoluzionario vero: «Originariamente il M5S pensava all’abbandono dei vincoli europei, al ripristino della sovranità monetaria. Ora, con il potere, si è trovato a dover mandare messaggi tranquillizzanti al mondo industriale, alla chiesa, a tutte queste forze». Sarà contento Di Maio.

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