Economia

I Navigator per il reddito? Non serviranno per l’occupazione

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I tutor dei beneficiari del reddito di cittadinanza declassati a “assistenti tecnici”. Il “case management” rimpiazzato dalla consolidata presa in carico. La “working alliance” e l’“empowerment” sostituiti dalla personalizzazione delle politiche attive. Il Navigator per il reddito di cittadinanza, figura mitologica inventata dal professor Mimmo Parisi dell’Università del Mississippi, ora presidente di Anpal, non servirà per l’occupazione come era nei piani di Luigi Di Maio. Spiega oggi Valentina Conte su Repubblica:

Nei prossimi mesi non vedremo i ragazzi con auricolari e tablet ad accogliere i cittadini nei centri per l’impiego. Né a collaborare con gli assessori regionali o trattare con le aziende. Né tanto meno a incrociare via App domanda e offerta di lavoro (App non pervenuta, al momento). Tutto questo è saltato. Le Regioni hanno riportato la barra delle politiche di attivazione dei disoccupati là dove la Costituzione le colloca: sul territorio.

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I navigator per il reddito di cittadinanza (La Repubblica, 16 aprile 2019)

E allora cosa ne sarà della seconda fase del reddito di cittadinanza? La super piattaforma informatica, il patto per il lavoro e quello per l’inclusione sociale, le tre offerte congrue, gli incentivi per le imprese che assumono chi prende il sussidio, i controlli su requisiti e lavoro nero? Zero. Per ora nulla del complesso meccanismo di attuazione del reddito è in campo.

Si sa solo che tre quarti delle domande è stata accettata, il 75%. Per il Rei fu solo la metà. Ma qui manca una parte delle verifiche, quelle a carico dei Comuni: stato di famiglia, convivenze, divorzi, cittadinanza, residenza.

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