Economia

Mutui, bollette, prestiti e rate non pagate: che succede?

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Il Sole 24 Ore pubblica oggi i risultati di una ricerca dell’Unirec, l’Unione nazionale delle imprese di recupero crediti, su mutui, bollette, prestiti e rate non pagate: l’importo totale nel 2015 ha raggiunto i numeri record di 58,9 miliardi di euro, ovvero il 3,6% del prodotto interno lordo. Lo scorso anno sulle scrivanie degli addetti ai lavori si sono accumulate 38,1 milioni tra vecchie e nuove pratiche, il doppio rispetto al 2007, ma per la prima volta da nove anni a questa parte il loro numero è in calo e rispetto al 2014 la diminuzione registrata è del 6 per cento. Gli importi, invece, non hanno arrestato la loro corsa e sono cresciuti del 5 per cento. Spiega il quotidiano:

Rintracciare quelle somme diventa infatti di anno in anno un percorso a ostacoli. Nel 2015 i “committenti” sono riusciti a tornare in possesso di 9,4 miliardi di rate e bollette dimenticate, con un tasso di recupero del 15,9%, in peggioramento del 2,6% rispetto al 2014 e del 5,6% se confrontato con il 2012. Le pratiche a buon fine, evidenziano però dall’Associazione, mostrano un vantaggio competitivo rispetto ai tempi medi della giustizia civile: tra i 30 e i 90 giorni rispetto agli oltre 1.400 per chi sceglie il tribunale. Lo spaccato regionale Restringendo il focus sul territorio metà dei crediti affidati, sia per numero di posizioni gestite che per importi, si è concentrato in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia. Il primato assoluto spetta però alla prima, con quasi 6 milioni di pratiche che valgono più di 9 miliardi di euro. Per trovare la migliore performance di recupero bisogna però andare in Friuli Venezia Giulia e in Sicilia, dove il 22% degli importi viene incassato. Molto meglio della Lombardia, che deve accontentarsi del 17%, del Piemonte (15%) e dell’EmiliaRomagna (14 per cento). La maglia nera va invece alla Calabria, con un tasso di recupero del 12 per cento.

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L’infografica del Sole 24 Ore sulle rate non pagate in Italia (9 maggio 2016)

Le stime per il 2016 Quale sarà la performance dell’anno in corso? L’Associazione si attende un proseguimento del trend, con un numero di posizioni gestite in leggera flessione tra l’1,5 e il 2% e una crescita tra il 2,5 e il 3,5% del valore dei crediti affidati. Il lavoro, insomma, non manca, tanto che lo scorso anno gli addetti hanno raggiunto quota 20mila unità, 1.400 in più rispetto al 2014. Il comparto è chiamato ad affrontare nuove sfide ma la normativa non si è finora adeguata. Tanto che a fine 2015 Unirec ha presentato al ministero dell’Interno una proposta di revisione delle regole. Tra le richieste avanzate c’è anche un accesso agevolato alle banche dati pubbliche in regime di convenzione per poter intensificare l’attività. La nuova frontiera per il settore del recupero crediti è poi rappresentata dalla Pubblica amministrazione che oggi rappresenta l’1% appena delle pratiche e degli importi affidati. Un passo avanti in questa direzione è stato segnato lo scorso febbraio dal disegno di legge che porta la firma della senatrice Lucrezia Ricchiuti che riconosce la piena legittimità alle società di recupero crediti di svolgere il proprio lavoro anche con gli enti locali.