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Multe e sequestro dell’auto: cosa rischia chi non rispetta i divieti

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Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera oggi riepiloga cosa rischia chi non rispetta i divieti dopo il DPCM 22 marzo 2020 che restringe ulteriormente la circolazione delle persone ai tempi dell’emergenza Coronavirus. Con un nuovo decreto della presidenza del Consiglio in arrivo forse già oggi:

Per monitorare chi è stato contagiato si pensa di utilizzare un’applicazione che i cittadini risultati positivi al tampone del Covid-19 dovrebbero scaricare sul proprio smartphone in modo da consentire alle autorità di verificare attraverso le reti telefoniche e wi-fi se siano entrati in contatto con altre persone che a loro volta sarebbero sottoposte a controllo. Le autorità assicurano che non ci sarebbe una “Profilazione” – come invece accaduto in Cina e Corea – ma su questo dovrà intervenire il garante della privacy che ha già elencato le modifiche necessarie all’attuale normativa.

Su questo il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro è rassicurante: «La app servirà non solo per tracciare, ma anche per assistere e coniugherà i valori di democrazia e libertà con il distanziamento sociale». Ieri, con un’ordinanza emanata dall’Enac, sono ufficialmente entrati in funzione i droni per il monitoraggio degli spostamenti dei cittadini. Nel documento è specificato che le operazioni condotte con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con mezzi aerei di massa operativa al decollo inferiore a 25 kg, nella disponibilità dei comandi di polizia locale, potranno essere condotte in deroga ai requisiti di registrazione e di identificazione. E si sottolinea che si potranno effettuare i controlli anche su aree urbane dove vi è scarsa popolazione esposta al rischio di impatto. Per questo fino al 3 aprile 2020 si possono usare i droni nelle aree prospicienti tutti gli aeroporti civili e identificati come aree rosse, ad una quota massima di 15 metri.

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Coronavirus: i numeri della Protezione Civile (23 marzo 2020)

La multa potrà arrivare fino a 2000 o 3mila euro, il mezzo potrà essere sequestrato o sottoposto a fermo amministrativo. Sono questi i dettagli da mettere a punto, ma sulla necessità di imporre una stretta per fermare chi va in giro non c’è alcun dubbio. Del resto i numeri del Viminale non sono affatto confortanti: dall’11 al 22 marzo sono stati controllati circa 2 milioni di cittadini e denunciati oltre 92mila.

E questo nonostante ci siano migliaia di persone già contagiate e altre migliaia vittime del coronavirus. Anche per questo il Viminale ha emesso ieri un nuovo modulo per l’autocertificazione in cui bisogna specificare l’indirizzo da cui si parte e quello dove si arriva oltre a giustificare lo spostamento.

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