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Michela Rosetta: la sindaca della Lega arrestata perché negava gli aiuti alimentari agli stranieri

Viene accusata di aver negato aiuti alimentari per l’emergenza Covid destinati alle famiglie povere, distribuendoli illecitamente a famiglie con redditi oltre ai 7.000 euro mensili anziché ai veri beneficiari dei fondi statali. Si trova ai domiciliari

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Michela Rosetta, sindaca leghista di San Germano Vercellese, è stata arrestata e si trova ai domiciliari in seguito a un’inchiesta della Procura di Vercelli  su aiuti alimentari acquistati con fondi statali per l’emergenza Covid negati a stranieri e anziani non autosufficienti per darli a famiglie più ricche.

Michela Rosetta: la sindaca della Lega arrestata perché negava gli aiuti alimentari agli stranieri

San Germano Vercellese è un piccolo comune di 1500 abitanti in provincia di Vercelli e questa mattina i carabinieri della Compagnia di Vercelli hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari personali emesse dal Gip del Tribunale di Vercelli che vedono quali destinatari, tra gli altri, il sindaco Michela Rosetta, e il consigliere comunale Giorgio Carando in precedenza assessore nello stesso Comune. Nell’inchiesta sono indagate anche altre sette persone, tra cui due imprenditori. Peculato, falso materiale e ideologico e abuso d’ufficio i reati contestati a vario titolo. Sarebbero stati direttamente la sindaca Rosetta e Carando a gestire gli aiuti alimentari per l’emergenza Covid destinati alle famiglie povere, distribuendoli illecitamente a famiglie con redditi oltre ai 7.000 euro mensili anziché ai veri beneficiari dei fondi statali: anziani non autosufficienti, nuclei con redditi bassi o con figli minori o disabili, o stranieri in difficoltà. Nelle intercettazioni emergono frasi con cui i due arrestati ammettono di avere “figli e figliastri” e di consegnare, ai soggetti a loro meno graditi, il “pacco da sfigati”.

Nella stessa operazione è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per Maurizio Bosco, consigliere comunale, gia’ vice sindaco, ad un ex dipendente comunale, e a una quinta persona. Nell’ambito dello stesso procedimento sono stati sottoposti a indagini altri sette privati cittadini tra i quali due impresari edili. Le accuse a vario titolo mosse a carico degli indagati riguardano diverse ipotesi di peculato, falsita’ materiale e falsita’ ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Vercelli ed effettuate dalla Sezione Operativa del Nor del Comando Compagnia Carabinieri di Vercelli, sono nate a seguito delle dichiarazioni rilasciate ai Carabinieri da un’impiegata del Comune di San Germano Vercellese. La donna aveva denunciato di essere stata estromessa dalla gestione delle pratiche relative alle assegnazioni delle derrate alimentari acquistate dal Comune di San Germano con fondi statali, per destinarli ai cittadini in difficolta’ economiche a causa della pandemia. L’estromissione, secondo la ricostruzione dei fatti, sarebbe stata decisa e messa in atto dal sindaco Rosetta e dall’allora assessore Carando