Economia

Meccanismo Europeo di Stabilità: l’accordo è chiuso, la firma in aprile

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Sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità “il trattato è chiuso” e la firma “è prevista in aprile”. Lo ha detto all’agenzia di stampa AGI un alto funzionario europeo in vista della riunione dell’Eurogruppo del 17 febbraio. I ministri delle Finanze della zona euro avranno una discussione sulla riforma del Mes. Ma “il trattato è chiuso ed è quello che è”, ha detto la fonte.

Meccanismo Europeo di Stabilità: l’accordo è chiuso, la firma in aprile

L’Eurogruppo dovrebbe decidere di avviare le procedure per la firma in marzo. “La firma formale è prevista in aprile”, ha detto la fonte. La firma potrebbe essere apposta dai rappresentanti permanenti degli Stati membri (gli ambasciatori presso l’Ue) e non dai ministri delle Finanze o dai capi di Stato e di governo. Il 6 febbraio scorso il premier Giuseppe Conte rispondendo a un’interrogazione della Lega sul Mes al Senato aveva detto:  “Nella lettera del presidente dell’Eurogruppo Centeno al Presidente dell’Eurosummit Charles Michel, del 5 dicembre 2019, Centeno dichiara che, sulla base dell’ampio accordo raggiunto a giugno 2019, l’Eurogruppo ha continuato a lavorare sul pacchetto completo di riforme del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), sul rafforzamento dell’Unione bancaria e sulle questioni in sospeso del Bicc per l’Area Euro”.

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Il fondo permanente e il Meccanismo Europeo di Stabilità (Il Messaggero, 22 novembre 2019).

“Con specifico riguardo al Mes, in quella occasione l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo di massima (e con riserva della conclusione delle procedure nazionali), su un pacchetto di documenti correlato alla sua riforma. Riguardo gli altri aspetti inerenti l’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) e, in particolare, dell’Unione Bancaria, sono state evitate decisioni sulla modifica del trattamento prudenziale dei titoli di stato detenuti dalle banche. Rispetto al Sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), il negoziato è stato rilanciato e proseguirà nel corso dei prossimi mesi”, aveva aggiunto. “Nonostante i già citati obblighi di riservatezza, comunque, l’esito dell’Eurosummit del 13 dicembre 2019 è chiaramente desumibile dallo Statement pubblicato al termine del vertice”, aveva concluso il premier.

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