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Maternità surrogata: la sentenza della Cassazione

Così ieri Biodiritto raccontava la vicenda della coppia cui la Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando lo stato di adattabilità del minore.

Nel 2012 il Tribunale per i minorenni di Brescia, dopo aver accertato la mancanza di legami biologici fra una coppia e un bambino nato in Ucraina in seguito a maternità surrogata, aveva dichiarato lo stato di adottabilità del minore, sospendendo i coniugi dall’esercizio della potestà di genitori e nominando un tutore.
Secondo il Tribunale il certificato di nascita che indicava la coppia di coniugi italiani come genitori del bambino era nullo anche ai sensi della legge ucraina che ammetterebbe le tecniche di surrogazione di maternità a condizione che almeno il 50% del patrimonio genetico del nascituro provenga dalla coppia committente.
Il certificato ucraino, inoltre, non avrebbe potuto essere riconosciuto in Italia perché lesivo dell’ordine pubblico e, in particolare, del divieto di maternità surrogata sancito dalla legge 40/2004.
Venendo a mancare lo status di figlio legittimo del minore ed essendo dunque accertato lo stato di abbandono, il Tribunale aveva ritenuto di procedere alla dichiarazione di adottabilità.
A seguito del rigetto dell’appello in secondo grado (gennaio 2013), i genitori avevano proposto ricorso per Cassazione.
Ad avviso dei ricorrenti la statuizione di contrarietà all’ordine pubblico dell’atto di nascita potrebbe essere fondata solo ove si riscontrasse nella normativa ucraina che disciplina l’accertamento del rapporto di filiazione in quel paese una incompatibilità con le norme di ordine pubblico italiane, non essendo sufficiente il richiamo al divieto di surrogazione. Il riferimento non potrebbe infatti essere limitato all’ordine pubblico interno, identificabile con il rispetto di norme inderogabili, ma andrebbe esteso all’ordine pubblico internazionale, da intendersi come insieme di principi che ispirano la comunità internazionale (es. interesse superiore del minore).

Alla fine trovate il link per scaricare la sentenza 24001/14 per intero. Eccone alcune parti.