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Luigino D'Angelo: il pensionato di Civitavecchia che si suicida per le obbligazioni di Banca Etruria

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Luigino D’Angelo è il nome del pensionato di 68 anni residente a Civitavecchia che si è suicidato dopo aver comprato – per telefono – per 110mila euro le obbligazioni di Banca Etruria poi annullate. L’uomo si è impiccato il 28 novembre alla ringhiera della scala della sua villetta, poco prima delle 17. Ex dipendente dell’Enel, alle 16,20 l’uomo aveva salvato sul suo computer una lettera scritta in Word in cui accusava con nomi, cognomi e date degli incontri che lo avevano portato ad acquistare le obbligazioni e che cominciava, come racconta oggi Valentina Conte su Repubblica, così: «Chiedo scusa a tutti per il mio gesto: non è per i soldi, ma per lo smacco subito». L’uomo, sposato e senza figli, viveva in una villetta a due piani nella periferia di Civitavecchia, zona Terme di Traiano. La notizia è stata data da Paolo Gianlorenzo sul sito Etrurianews.it, da cui è tratta l’immagine di copertina. In queste immagini di Civitavecchia TV si vedono invece gli amici del pensionato che raccontano l’accaduto.

Luigino D’Angelo: il pensionato di Civitavecchia che si suicida per le obbligazioni di Banca Etruria

La lettera è stata scoperta dalla polizia intervenuta subito dopo i fatti: i poliziotti hanno sequestrato e analizzato il computer di Luigino D’Angelo e hanno scoperto la lettera-denuncia, ma dopo aver avvertito la vedova hanno spiegato di non poter procedere d’ufficio. A questo punto la lettera è stata data dalla famiglia a un avvocato che seguirà il caso e gli interessi della famiglia. Oltre ai 110mila euro in obbligazioni la banca di Luigino D’Angelo custodiva anche un suo lingotto d’oro, che però non aveva ancora restituito al proprietario nonostante le richieste. Lo scritto è stato acquisito dalla polizia. Gli investigatori si sarebbero già recati nella filiale — dopo che al vecchio nome della banca è stata aggiunta la parola «Nuova» — per interrogare il direttore e i funzionari. Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo. Il 23 novembre il governo ha varato un decreto per salvare 4 banche in crisi: Banca Marche, Popolare dell’Etruria, Cassa di Ferrara e Cassa di Chieti. L’operazione gestita dalla Banca d’Italia ha trasferito i crediti difficili degli istituti (8 miliardi poi svalutati a 1,5 miliardi) a un’unica «bad bank» e ha costituito quattro nuove banche pulite. A pagare le perdite sono stati gli azionisti dei vecchi istituti e chi aveva investito in obbligazioni subordinate. E, come spesso capita in questo caso, si è immediatamente scatenata una polemica sull’acquisto dei prodotti finanziari in questione, avvenuto, secondo i risparmiatori, senza che le banche avessero spiegato ai clienti i rischi dell’acquisto. Racconta Repubblica:

«Era una coppia tranquilla», racconta il gestore del bar Quick, di fronte alla villetta. «Certo, questo gesto estremo non se l’aspettava nessuno. Anche se Luigino aveva dato segnali che stava male. Protestava da mesi». «Certo che me lo ricordo, veniva sempre qui a fare colazione», dicono al bar Faro. «Nell’ultimo periodo era come trasformato in volto. Si vedeva che era provato. Diceva sempre: “A noi gente comune non ci ascolta nessuno. Solo quando capitano le tragedie allora lo Stato capisce che ci doveva aiutare”. Ma certo non potevamo immaginare che potesse arrivare a togliersi la vita, in un gesto così estremo. Speriamo che davvero ora qualcuno faccia luce sulla vicenda».

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La prima pagina del Fatto su Luigino D’Angelo, il pensionato di Civitavecchia

Le obbligazioni di Banca Etruria

Il pensionato, ex dipendente dell’Enel, ha raccontato il suo calvario nella lettera lasciata nel computer. Ha descritto i tentativi fatti per rientrare in possesso del suo capitale, dopo che la banca ha cambiato da basso rischio ad altissimo il suo profilo di investimento. Ma il colpo di grazia e’ arrivato con il decreto “salva-banche” che ha azzerato tutte le sue azioni e obbligazioni. Correntista da oltre 50 anni presso la filiale di Civitavecchia della Banca Etruria, il pensionato si era rivolto a diversi persone, a partire dai responsabili della banca ma senza ottenere risultati. Della tragedia si sono interessate anche le associazioni dei Consumatori Adusbef e Federconsumatori, chiedendo al procuratore di Civitavecchia di aprire un’indagine “per istigazione al suicidio e per verificare se il decreto di Bankitalia adottato dal governo sulla risoluzione delle quattro banche sia compatibile con le norme penali e con la Costituzione che all’articolo 47 tutela il risparmio”.

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La prima pagina del Giornale su Luigino D’Angelo, il pensionato di Civitavecchia

E proprio i titolari di obbligazioni subordinate di Banca Etruria si sono riuniti oggi presso la Borsa merci di Arezzo: “Avete salvato le banche, avete inguaiato noi”, lo sconsolato ritornello ripetuto da diverse persone, con un pensionato che ha sottolineato di aver perso i 20.000 euro che aveva messo da parte nella vita lavorativa.
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La prima pagina di Libero su Luigino D’Angelo, il pensionato di Civitavecchia