Economia

L'operaio pagato con i voucher che ha perso tre dita

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Mentre lo scorso settembre lavorava ed era pagato con i voucher in una piccola azienda metalmeccanica modenese, la Nuova Maini di Bastiglia, si è gravemente infortunato: ha perso tre dita della mano destra, attorno a una pressa. Adesso, a suo favore, il sindacato, al fianco di un pool di avvocati, farà causa per ottenere da un giudice il riconoscimento sia dell’illegittimità del lavoro tramite i discussi buoni e sia del rapporto dello stesso rapporto di lavoro dipendente dal 2015. È la Cgil, a Modena, a rilanciare la battaglia nazionale contro i voucher (sabato a Roma l’annunciata manifestazione) impegnandosi nella tutela di un caso territoriale specifico. La vicenda in ballo “emblematica”, è il ritornello oggi in conferenza stampa alla Camera del lavoro di piazza della Cittadella, è quella del giovane operaio di origine albanese Mykhaylo Nesterenko.

L’operaio pagato con i voucher che ha perso tre dita

Gli avvocati che si stanno dedicando alla sua storia (Ernesto Giliani, Annalisa Bova, Fabrizio Fiorini, Gabriella Cassibba, Yuri Trovato e Laura Caputo) spiegano che chiederanno al giudice del lavoro di pronunciarsi sulla richiesta di “regolarizzazione piena” di Nesterenko: quindi, non con la formula dell’apprendistato tramite la quale l’azienda ha ‘regolarizzato’ il lavoratore alla direzione territoriale del lavoro (il 19 settembre scorso, appena tre giorni prima dell’infortunio, anche se il giovane operaio dice di non avere mai firmato). In sostanza, ora si chiede al Tribunale il riconoscimento della prestazione di lavoro subordinato a tempo indeterminato. E questo visto che Nesterenko, nell’ordine, lavorava secondo un orario da operaio (ma anche 17 ore al giorno), era in condizione di subordinazione gerarchica rispetto al datore di lavoro, era inserito nelle modalità operative dell’azienda, riceveva una retribuzione mensile.

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Le modifiche alla manovra e i voucher (Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2017)

Sull’aspetto della retribuzione mensile, segnalano in particolare Cgil (presente Claudio Riso per la segreteria locale) e avvocati, sarebbe emerso che la titolare aziendale scambiava per il lavoratore i voucher in tabaccheria e per ogni voucher “non versava neanche l’intera quota di 7,5 euro, ma solo 5,5”. Dunque, la stessa Cgil rileva che “questa causa di lavoro è molto importante”, vista la battaglia contro i voucher che il sindacato ha condotto in questi ultimi due anni. Del resto, mentre per il risarcimento biologico, morale ed esistenziale collegato all’infortunio sul lavoro di Nesterenko (se sarà provata la responsabilità del datore di lavoro) si procede con una causa penale a parte (avvocato Virgili), per la Cgil “è altrettanto importante portare avanti la causa di lavoro contro l’abuso dei voucher, che ha rappresentato l’estrema precarizzazione dei rapporti di lavoro, la mancanza di diritti e tutele” ma anche “di qualsiasi formazione, sostituendo i normali contratti di lavoro dipendente”, accusano Riso e colleghi.