Economia

«Noi, con lo stipendio ma senza lavorare»

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Sembrerebbe la vita ideale: avere uno stipendio senza lavorare. Ma per gli ex poliziotti provinciali di Lecce, che sono diventati addetti al nucleo di vigilanza ambientale regionale, non è certo il paradiso: loro sono tra i tanti dipendenti mai ricollocati delle province. Adesso sono pagati, anche se con stipendi ridotti di 400 euro e senza indennità per non far nulla e la situazione, racconta oggi il Corriere della Sera, va avanti da agosto dell’anno scorso:

Nemmeno la fantasia di Checco Zalone, che nel film Quo vado interpretava proprio un dipendente della Provincia ostinatamente attaccato al suo posto fisso e ai timbri per i visti per la caccia, avrebbe potuto fare di meglio. Solo che gli 85 ex poliziotti ambientali pugliesi non fanno niente in molti casi loro malgrado.
«Sembra paradossale — dice Patrizia Tomaselli, segretario Fp Cgil in Puglia che ha segnalato il caso — ma ci troviamo di fronte a lavoratori che hanno competenza ma in assenza di strumenti non sono messi nelle condizioni di lavorare». La Regione dopo la riforma Delrio, che ha lasciato alle Province le sole competenze in edilizia scolastica, tutela e valorizzazione dell’ambiente, trasporti e strade provinciali, ha assorbito i poliziotti provinciali che dovrebbero occuparsi della prevenzione degli incendi, dei controlli sulle discariche e della stagione venatoria. Ma tutto sconta un forte ritardo.

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I dipendenti delle province in soprannumero (Corriere della Sera, 28 agosto 2017)

E quindi adesso si trovano in una situazione paradossale:

«La situazione è abbastanza singolare: nella grande maggioranza dei casi il personale trasferito ad altri enti continua a fare quello che faceva prima. I problemi vengono dalla mancanza di risorse», spiega Federico Bozzanca, segretario nazionale Fp Cgil che con Uil e Cisl ha indetto per il 6 ottobre uno sciopero nazionale dei dipendenti delle Province e delle Città metropolitane.
Ma il caos non riguarda solo la Puglia. A Vibo Valentia i dipendenti sono rimasti per 6 mesi senza stipendio. Anche a Salerno hanno avuto i salari in ritardo. Ma, spiega Bozzanca, «la situazione più esplosiva è quella in Sicilia, dove a differenza delle altre Province che si sono alleggerite di parte del personale con la mobilità, questo non è avvenuto. Quindi a fronte di tagli di spesa i dipendenti sono gli stessi».

E poi c’è il problema che,a parità di lavoro svolto, il personale transitato dalle Province guadagna meno dei colleghi delle Regioni.