Economia

Lo slancio perduto di Renzi

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi firmano stamattina sul Corriere della Sera un editoriale critico nei confronti dello “slancio perduto” di Matteo Renzi. Scrive il quotidiano:

Non possiamo, inoltre, continuare a sussidiare imprenditori improduttivi. Non possiamo nemmeno più permetterci di continuare a usare l’impiego pubblico (permanente e intoccabile) per assorbire lavoratori in regioni in cui l’occupazione privata stenta a decollare. E che talvolta non decolla proprio a causa della concorrenza di impieghi pubblici a vita, pagati molto più della loro produttività. Quanto ci costa coltivare l’illusione che lo Stato azionista, in questo o quel settore, possa dimostrare«la lungimiranza della politica nell’individuare le imprese di successo» ingenerando per di più l’aspettativa che ci sarà sempre lo Stato a risolvere fallimenti privati?

def cosa cambia
Cosa cambia con il DEF (Corriere della Sera, 12 aprile 2015)

 
Secondo il duo, il premier tratta i cittadini come elettori da convincere, ma l’azione del governo rimane timida:

L’ottimismo sull’economiadi Matteo Renzi è certamente utile per contrastare un diffuso disfattismo, e si basa su alcuni fatti concreti: la svalutazione dell’euro, la caduta del prezzo del petrolio, gli stimoli economici della Banca centrale europea, tassi di interesse che non sono mai stati tanto bassi. Ma un conto è l’ottimismo, un conto sono leggerezza, faciloneria e populismo. Un leader politico deve saper trasmettere l’idea di un futuro che sarà migliore, ma deve saper dire la verità ai cittadini anche quando le notizie non sono buone. Promettere che le tasse verranno ridotte, ma che i servizi si continueranno a non pagare, neppure se si è ricchi, è solo demagogia. Matteo Renzi deve fare un salto di qualità nel modo in cui si rivolge ai cittadini che meritano di essere trattati come cittadini appunto e non come perenni elettori da dover convincere.