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Il post su Liliana Segre che deve stare «a casetta»

liliana segre casetta 1

Un caminetto definito «casetta», secondo un’allusione vergognosa ai forni crematori. La destinataria del messaggio è la senatrice a vita Liliana Segre, deportata nel campo di concentramento di Auschwitz quando era una bambina perché ebrea, sopravvissuta e testimone dell’olocausto, promotrice di una commissione contro l’odio sui social, oggi sotto scorta per gli insulti e le minacce ricevute negli ultimi mesi proprio da quegli odiatori contro cui vuole combattere.

Il post su Liliana Segre che deve stare «a casetta»

L’autore è un certo Maurizio (il cognome è volutamente censurato) e il commento è comparso sotto un post di Fanpage. Maurizio, secondo quanto c’è scritto sul suo profilo Facebook, è di Mogliano Veneto ed è un ex professionista in pensione. Che rischia l’incriminazione: spiega oggi il Corriere del Veneto che «Odiare ti costa» è pronta a depositare l’esposto in Procura a Treviso, chiedendo anche di «valutare eventuali profili di penale rilevanza».

«È ora di fare qualcosa – annuncia l’associazione su Facebook -, di non considerare questi commenti normali, perché sono una marea e rendono impossibile la coesistenza civile e la vita quotidiana di moltissime persone. Non è libertà di espressione, la Legge Reale Mancino lo chiama reato d’odio. Oggi rischiamo di dimenticare la differenza, e questo può mettere in crisi la nostra democrazia».

liliana segre casetta 1

A presentare l’atto è l’avvocatessa romana Cathy La Torre, impegnata nella difesa dei diritti: «Maurizio lo giuro, con te faremo tutto quanto in nostro potere perché la giustizia italiana non lasci correre questo orrore – scrive -. E si dimostri implacabile, giusta, dalla parte delle vittime e dello Stato».

liliana segre casetta 2

 

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