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Libero e la Boldrini che faceva le spogliatelle

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Oggi Libero torna a spostare la frontiera delle possibilità di utilizzo dei giornali come carta igienica con un articolo di Azzurra Noemi Barbuto che ci racconta un retroscena irrinunciabile: «Quando la Boldrini viveva tra ragazze babà mezze nude», raccontandoci di “Uno show smutandato nel passato della presidente della Camera”, che «Oggi è la paladina delle donne e si indigna per ogni presunto caso di «sessismo», ma a inizio carriera lavorava in un programma tv pieno di modelle in perizoma». La notizia è quasi nuova, secondo i parametri di Libero: è infatti nota soltanto dal 30 settembre 2013, ovvero da quando Striscia la Notizia fece un servizio sul suo lavoro come assistente alla produzione di Cocco, uno dei tanti programmi di Pier Francesco Pingitore.

Libero e la Boldrini che faceva le spogliatelle

Senza citare alcuna fonte né specificare che il fatto è talmente noto da comparire nella biografia della presidente della Camera su Wikipedia, Azzurra Noemi Barbuto presenta la vicenda in questa maniera:

Se oggi per la presidentessa della Camera il termine «patata» è degradante, un vilipendio alla dignità della donna, per la stessa era accettabile che le donne venissero esposte seminude in tv, in perizoma e reggiseno, e chiamate «spogliatelle» o «babà». Era la bollente estate del 1988, Laura Boldrini aveva 27anni,neo-laureata in giurisprudenza con tesserino da giornalista pubblicista, era entrata in Rai con un contratto a tempo determinato come assistente di produzione e lavorava all’interno di uno scanzonato programma in onda su Raidue il venerdì in prima serata, «Cocco», condotto da Gabriella Carlucci, regia di Pier Francesco Pingitore, noto regista de Il bagaglino.

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Il programma, un Drive in dei poveri, quintessenza della scollacciata tv berlusconiana anni’80, si apriva con la divertente sigla: «Cocco, cocco, io ti voglio, io ti ho nel pensiero, io ti voglio perme» e dall’inizio alla fine era un tripudio di corpi femminili che si dimenavano a ritmo di musica dance ed in abiti succinti più che mai, interrotti da giochi demenziali e dalle esibizioni della Cocco band, incorniciate dalle «spogliatelle» e dalle «babà», le modelle scosciate che facevano parte del cast del programma. Insomma, il trattamento degradante qui lo ha subito solo la «patata», tubero osceno e volgare. Mentre «babà» e «sfogliatelle» sono termini ammessi per definire delle donne.

Ovviamente, parlando del quotidiano di uno che diede retta e pubblicò una velina anonima in cui il direttore di Avvenire Dino Boffo veniva definito «un noto omosessuale attenzionato dalla polizia» (era una bufala, ovviamente), c’è poco o nulla da stupirsi della riesumazione di una notizia di quattro anni fa finita sul programma più seguito della tv italiana per alimentare una polemica nei confronti della presidente della Camera. Anzi, forse tra vent’anni ci sarà chi metterà in difficoltà qualche giornalista tirando fuori, per sminuire il suo lavoro, che una volta ha scritto un pezzo per Libero.

Laura Boldrini e la bufala della ragazza Coccodé

Ma qui, se possibile, pare di scorgere un po’ di malizia in più. Perché è impossibile non notare nell’articolo e nella sua titolazione un collegamento con la ormai famigerata bufala di Laura Boldrini ballerina Coccodé che invece gira solo dal 2014, quando venne messa in giro da altri fini sommelier della fregnaccia on line:

Un attivista, Sebastiano Palmiero (tra l’altro consigliere comunale a Macerata ) ha postato sul suo profilo facebook una foto delle ballerine Coccodè di Indietro Tutta!, trasmissione andata in onda sulla Rai tra il 1987 e il 1988 e diventata celebre per Cacao Meravigliao. Una di queste, secondo Palmiero, sarebbe proprio il presidente della Camera: “La Boldrini (in alto a destra) , me la ricordo così. Lei che s’indigna contro il voyeurismo… Fate un po voi …”, scrive sulla sua bacheca.

libero boldrini ballerina coccodé

Peccato che Boldrini non è mai stata una ballerina Coccodè. Ma ormai la bufala è in rete, e fa presto a diffondersi. “Anvedi la moralista”, scrive un utente. “Vai facciamo girare magari le sue compagne la riconoscono e ci raccontano qualcosa in più”, scrive un altro che non cela la sua voglia di screditare il presidente della Camera. E così via: “Una velina nata”; “Vedo che anche lei ha evitato la gavetta, ha fatto la scorciatoia come tante altre donne, sia in politica sia in televisione”. Qualcuno ci va giù pesante e passa agli insulti.

Anche negli articoli del 2014 che raccontavano questa storia si ricordava che la Boldrini aveva invece lavorato a Cocco, programma di Raidue, riportando la circostanza come scusante per la bufala diffusa all’epoca. A proposito: anche Libero nel 2013 parlò ovviamente della storia che oggi presenta come nuova. Sic transit gloria tonti.