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La lettera che avvertiva della mancanza di steward a Piazza San Carlo

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Agli atti dell’inchiesta della procura di Torino sui fatti di piazza San Carlo c’è una lettera di Turismo Torino al Comune che potrebbe indirizzare le indagini. Ne parla oggi l’edizione torinese di Repubblica in un articolo a firma di Ottavia Giustetti e Diego Longhin:

È stata trasmessa via lettera, ufficialmente, ed è agli atti dell’inchiesta della procura di Torino dei pm, Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo. «Per quanto riguarda il controllo ai varchi di competenza degli steward, Turismo Torino non è in grado di provvedere — dice — Se siete intenzionati ad andare avanti comunque dovrete provvedere o trovare qualcuno che se ne faccia carico». La lettera è inviata ufficialmente al gabinetto della Questura e al committente, il Comune.
Il giorno prima, infatti, la Questura aveva mandato una comunicazione con la quale impartiva indicazioni e numeri precisi per gli uomini da dispiegare in piazza quella sera. Scriveva quanti steward erano necessari intorno al palco per garantire la sicurezza, quanti ai varchi e nel resto della piazza. Ma Maurizio Montagnese, presidente di Turismo Torino, e Danilo Bessone, che era stato incaricato del ruolo operativo, avevano già risposto che quelle risorse non c’erano, e che non avevano modo di assumersi un impegno di quel genere.

Ad oggi per i fatti di Piazza San Carlo Maurizio Montagnese è indagato per omicidio colposo mentre la sindaca Chiara Appendino è indagata per lesioni in seguito alle querele presentate dai feriti.

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Cosa è successo a piazza San Carlo (Corriere della Sera, 5 giugno 2017)

Gli uomini c’erano ma in numero sufficiente solo a “proteggere” il palco durante la proiezione attraverso il maxi schermo della finale di champions League tra Juventus e Real Madrid. La risposta scritta è tra le email sequestrate dalla Digos e finite nel fascicolo d’inchiesta. Maurizio Montagnese presidente di Turismo Torino, nell’interrogatorio davanti ai pm, assistito dall’avvocato Fulvio Gianaria, potrebbe averne spiegato il senso. Sia lui che Bessone, che invece ha nominato Anna Ronfani, sono ufficialmente indagati nell’inchiesta per i 1526 feriti di quella notte, e per la morte della donna di Domodossola, Erika Pioletti.
Anche la sindaca, Chiara Appendino, è iscritta nel registro degli indagati ma solamente nel fascicolo per le lesioni, perché i feriti nelle querele hanno chiesto espressamente che la procura approfondisca le responsabilità del Comune. Soprattutto perché molti hanno immediatamente accusato l’amministrazione di non aver proibito la vendita di bibite in bottiglia di vetro quella sera. Ed è un dato certo che la stragrande maggioranza dei tifosi che sono rimasti feriti sono caduti o hanno camminato scalzi sul tappeto di cocci che copriva l’intera piazza.

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