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Le telefonate di Paola Muraro con Salvatore Buzzi

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Piange il telefono per l’assessora. Alcune conversazioni registrate e trascritte negli atti dell’inchiesta della Dda romana potrebbero mettere in (ulteriore) difficoltà Paola Muraro: si trovano nei brogliacci e non sono state trascritte, non avendo alcuna rilevanza penale. Ma dopo le indagini dei magistrati e gli esposti di Daniele Fortini sulla gestione dei rifiuti nella Capitale, potrebbero essere utilizzati per vedere se contengono informazioni interessanti per le indagini in corso.

Le telefonate di Paola Muraro con Salvatore Buzzi

Una sintesi delle telefonate è presente oggi su Repubblica in un articolo a firma di Federica Angeli:

È il tardo pomeriggio del 20 settembre del 2013 e il ras delle coop ha bisogno di sapere se una pratica di una sua coop è a posto. «Salvatore Buzzi chiamava Paola Muraro di Ama spa — scrivono i magistrati nell’ordinanza di 88mila pagine sugli intrecci del “Mondo di Mezzo” — la quale gli riferiva che la richiesta di chiarimenti era stata inviata dal Cns di Bologna, ed entro il giorno dopo, alle 12, sarebbero dovuti arrivare i chiarimenti, dal momento che la busta “B” sarebbe stata aperta alle ore 13. Buzzi confermava dicendo che avrebbe avvisato subito». Così tre minuti dopo, chiusa la telefonata con la Muraro invia 2 sms per rassicurare: uno al suo collaboratore Lucci, l’altro a uno dei big di Legacoop Lazio, Salvatore Forlenza.
Il “chiarimento” dato serve per poter partecipare a una gara d’appalto da 21,5 milioni, per la raccolta dei rifiuti, indetta da Ama e alla quale partecipò il consorzio bolognese Cns di cui Buzzi era consigliere. Ma lui aveva anche un interesse diretto: una volta aggiudicato l’appalto, la gestione dei servizi sarebbe andata alle sigle del suo circuito. Per conoscere i dettagli dell’aggiudicazione e informarsi sullo stato della pratica, ma soprattutto per ribattere in tempo ai chiarimenti chiesti da Ama, Buzzi chiama direttamente proprio Paola Muraro, che non si sottrae e pare fornire le informazioni richieste.

E non finisce qui. La Muraro, conosciuta e stimata nel suo ambiente, sembra avere particolare facilità a tessere i rapporti. E così, tra le sue conoscenze, che ora destano qualche sospetto a piazzale Clodio, c’è anche quella con un altro ras, ma delle discariche, il novantenne Manlio Cerroni. Ne parla il Messaggero

Nel fascicolo assegnato al pm Alberto Galanti ci sono intrecci, diretti e soprattutto mediati, tra i due. A cominciare dall’affare cassonetti che a Roma, in sostanza, portano tutti al ras dell’immondizia. Così come la stragrande maggioranza delle inchieste sul ciclo dei rifiuti. Cerroni, plurindagato, è sotto processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di immondizia. Accusa che la Procura gli contesta anche in una delle nuove indagini. L’ultimo anello di congiunzione tra Muraro e il Supremo è lo scontro che lei ha avuto con il presidente dimissionario dell’Ama, Daniele Fortini, sull’utilizzo del tritovagliatore di Rocca Cencia.

Certo, si dirà, è normale che la Muraro avesse rapporti con Cerroni e Buzzi a causa del suo ruolo in AMA. Chissà perché, però questo ragionamento non era valido per le foto di Buzzi (non ancora indagato) con Poletti quando questi era presidente di Legacoop, fatte girare spesso con bannerini come questo:
buzzi poletti
 

L’indagine su AMA e Paola Muraro

Domani Solidoro, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano ed esperto di società in crisi e fallimentari, si insedierà nel suo nuovo posto di lavoro, con due parole d’ordine: “economicità” e “legalità”. Ma, intanto, l’Anac, apre un’istruttoria proprio sull’Ama, in relazione alla gestione rifiuti a Roma. “Stiamo facendo accertamenti per capire se sono state rispettate le regole in materia di appalti – spiega il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone – Ci sono state nel corso di questi ultimi periodi una serie di esposti; l’Ufficio Vigilanza e servizi e forniture dell’Autorità insieme al nucleo anticorruzione della Guardia di Finanza, avevano già avviato un’attività di vigilanza che riguarda fatti del 2013/2015 erano stati segnalati come sospetti. Alla luce anche dei fatti che si stanno verificando amplieremo questa indagine anche al primo semestre del 2016”. All’assemblea che sancisce l’addio di Fortini (chiamato da Ignazio Marino e rimasto con Francesco Paolo Tronca) e l’arrivo del suo successore, partecipano pure due rappresentanti dell’esecutivo a Cinque Stelle: Marcello Minenna, uomo ‘chiave’ della giunta e responsabile di conti, patrimonio e partecipate; e Paola Muraro, assessora all’Ambiente e finita al centro di polemiche per i suoi precedenti incarichi da consulente in Ama. Fortini, prima di andarsene nemmeno la saluta, e lascia con un commento tagliente: “Non ho niente contro Cerroni (l’ex patron di Malagrotta, ndr), non ho niente contro Muraro. Niente di personale…Io esco a testa alta – rivendica -, penso di aver lasciato un’impronta di cui vado orgoglioso: la legalità. E il lavoro intrapreso sul fronte della legalità dovrà continuare perché questa azienda non è al riparo, affatto”. Solidoro, è una “persona di grande competenza e professionalità e siamo contenti che abbia accettato – commenta Minenna – Se io e lui stavamo insieme alla Bocconi? Assolutamente no…Nomineremo a breve anche il direttore generale in maniera tale che le deleghe e le competenze siano massime per una efficiente governance di Ama”. Per la figura del dg si sta predisponendo un bando, nel frattempo dovrebbe essere scelto un direttore generale ad interim.