Economia

Le conseguenze del default della Grecia

Un accordo sul debito con la Grecia “è ancora possibile”. L’ha affermato oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel giorno in cui i ministri delle Finanze Ue si riuniscono a Bruxelles proprio per trattare la questione. Nel suo rapporto sulla politica monetaria 2014-2015 trasmesso al Parlamento, la Banca di Grecia sottolinea che il raggiungimento di un accordo “è di cruciale importanza per arginare i rischi immediati per l’economia, per ridurre l’incertezza ed assicurare un percorso di crescita sostenibile per il Paese”. Al contrario, avverte la Banca centrale, un fallimento delle trattative “segnerebbe l’inizio di un percorso doloroso che porterebbe inizialmente ad un default della Grecia e poi all’uscita del Paese dall’euro e, con ogni probabilità, anche dall’Unione Europea”. “Una crisi del debito gestibile, come quella che stiamo attualmente affrontando con l’aiuto dei nostri partner – prosegue la Banca di Grecia – si trasformerebbe in una crisi incontrollabile, con grandi rischi per il sistema bancario e la stabilità finanziaria”. L’uscita dall’euro, sottolinea ancora la Banca centrale “non farebbe che peggiorare il già difficile contesto visto che la connessa crisi dei cambi spingerebbe al rialzo l’inflazione. Tutto questo implicherebbe una profonda recessione, un declino drammatico dei redditi, una crescita esponenziale della disoccupazione e il collasso di tutto quello che l’economia greca ha ottenuto negli anni della sua permanenza in Ue e nell’eurozona”. “Dalla sua posizione di membro centrale dell’Europa – conclude il rapporto – la Grecia si ritroverebbe relegata alla condizione di un paese povero dell’europa meridionale”.

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Le conseguenze del default della Grecia (La Stampa, 18 giugno 2015)