Economia

Le banche sono il nuovo «spread»

Il Sole 24 Ore pubblica oggi un articolo a firma di Morya Longo in cui si spiega che la Brexit si sta ripercuotendo sulle fragilità italiane, ovvero su un sistema già in difficoltà per i crediti in sofferenza.

Le banche italiane è da inizio anno che perdono in Borsa più di tutte le altre: addirittura quasi il doppio (-56% contro -31%) di quelle spagnole. È evidente che su di loro si stia scaricando quella furia finanziaria che non può più sfogarsi sui titoli di Stato perché “protetti“ dalla Bce. Lo shock di Brexit sta insomma aggredendo un sistema bancario che ha certamente molte fragilità, ma che rappresenta per gli investitori anche il modo più facile per ridurre il rischio-Italia.

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Come sono andate le banche europee dopo il referendum sull’appartenenza del Regno Unito all’Unione Europea (Il Sole 24 Ore, 28 giugno 2016)

Brexit è arrivata in questo contesto già fragile. Penalizzando, anche per un motivo di copertura dei portafogli dal rischio-Paese, soprattutto alcuni sistemi bancari come il nostro. È per questo che le Autorità stanno valutando se intervenire subito per arginare il tracollo di Borsa: prima che la speculazione si trasformi in una crisi sistemica, prima che aggravi ulteriormente le vulnerabilità delle banche italiane, prima che la crisi creditizia si trasformi in una nuova recessione economica. Proprio per via delle loro fragilità, infatti, molte banche italiane avranno presto bisogno probabilmente di aumentare il capitale. Gli analisti stimano che UniCredit (tutt’ora in cerca di un capo-azienda) debba prima o poi varare un nuovo aumento di capitale da 5-7 miliardi e che a Carige servano almeno 500 milioni.

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