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L'ATAC a Capodanno lavora «su base volontaria»

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Ieri abbiamo raccontato del nuovo dramma sindacale che sta per scoppiare in ATAC: l’azienda chiede turni di lavoro normali nelle festività per andare incontro alle esigenze degli utenti. E scoppia la rivolta dei sindacati. Con minacce di sceneggiate come quella dei vigili nel Capodanno 2015. Oggi le cronache romane fanno sapere che bolle in pentola un’ideona per sabotare il tutto. I sindacati vogliono infatti che si vada in servizio solo volontariamente:

Primo punto, l’obbligatorietà o meno dei turni: «Lavora chi vuole», sintetizzano gli autisti, senza imposizioni, perché si tratta pur sempre di straordinari al di fuori del contratto col Comune. Così si arriva al secondo aspetto, quello economico: i sindacati sostengono che per chi sceglie di esserci, e quindi di potenziare l’offerta pubblica, l’incentivo deve essere congruo. È su questa linea la FitCisl, che rappresenta la maggioranza dei lavoratori Atac: «Prima capiamo l’offerta dell’azienda, cioè numero di treni e lavoratori – precisa il referente Gianluca Donati – e poi si tratta sull’incentivo».
Punto di partenza di ogni confronto, in ogni caso, resta la volontarietà. Vale per la Cisl e anche per la Cgil: «Senza imposizioni siamo disponibili a potenziare il servizio, ma deve servire – spiega nella premessa Daniele Fuligni, segretario regionale Filt Cgil -: capiamo il 31, ma il giorno di Natale, soprattutto a pranzo, che senso ha?». «Nessuna contrattazione» insiste invece l’Usb, che non esclude di aggiungere anche il caso-festività alle ragioni dello sciopero del 14 dicembre: «Turni prolungati – riassume Fabiola Bravi – implicherebbero solo una spesa enorme per gli straordinari». Contrarietà netta che, alla fine, richiama quella già ufficializzata dal sindacato più «grillino» di Atac, CambiaMenti di Micaela Quintavalle, che questa volta, a sorpresa, ha chiuso ogni spiraglio: «Chiederei ai politici se rinuncerebbero al Natale in famiglia per due spiccioli».

virginia raggi atac
Intanto, racconta Lorenzo D’Albergo su Repubblica, si preparano nuovi scioperi per l’inizio dell’anno:

La lettera firmata dal segretario Fabio Buffoni è stringata, ma riassume con efficacia tutti i motivi di una protesta che, con la ripresa delle scuole, promette di mandare di nuovo in tilt la circolazione con il blocco di bus e metropolitane. Oltre alle turnazioni, alla fruizione forzata delle ferie arretrate e alla mancata manutenzione causata dalla cronica carenza di ricambi, il sindacato nell’elenco inserisce anche il rischio di aggressione per il personale “causato dall’eccessiva soppressione di corse”. Il riferimento è agli effetti del piano verità del M5S, che a inizio settembre ha tagliato il numero di corse in base alle vetture a disposizione.
«L’amministrazione e l’azienda — coglie la palla al balzo il segretario Faisa-Cisal Fabio Buffoni — facciano la propria parte come noi lavoratori. Se non si trovano fondi strutturali da stanziare per Atac ogni anno, la municipalizzata rischia di morire.  Il servizio che offriamo già ora non è dei migliori». Un eufemismo: secondo l’ultimo rapporto statistico pubblicato dalla ragioneria del Comune, il 65 per cento dei romani è insoddisfatto del modo in cui è gestita l’azienda.

 

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