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La triste storia dell'altalena per disabili di Imperia

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A novembre 2016 nel Parco Urbano San Leonardo di Imperia è stata inaugurata una speciale altalena. Si tratta di un’altalena fatta per consentire anche ai ragazzi e ai bambini disabili di divertirsi al parco come tutti gli altri. A promuovere la raccolta fondi che ha consentito l’installazione dell’altalena è stata Michela Aloigi. La signora Aloigi è la mamma di Matteo ragazzo disabile di 24 anni, ed è la presidente dell’associazione La Giraffa a Rotelle. Ma la vita dell’altalena è durata pochi mesi. Qualche giorno fa su Facebook la Aloigi ha denunciato come, in seguito alle proteste di alcuni genitori qualcuno abbia messo il lucchetto all’altalena.

I genitori “normodotati” spaventati dall’altalena per i disabili

A quanto pare i genitori dei bambini “normodotati” hanno chiesto e ottenuto la chiusura dell’altalena. Troppo pericolosa, dicono, per i bambini “normali” che sono soliti salirci sopra e giocarci. “Qualcuno potrebbe farsi male” dicono i genitori dimenticando che quel gioco è riservato esclusivamente ai portatori di handicap. In parole povere i “normali” non potrebbero salirci. Eppure lo fanno lo stesso perché nessuno li sorveglia. E a farlo dovrebbero essere proprio quei genitori che hanno protestato in questi mesi per la pericolosità dell’altalena. Ma si sa come vanno le cose: al parco i genitori spesso e volentieri non sorvegliano attentamente i figli, e così il Comune ha messo le catene all’altalena comprata dalla Giraffa a Rotelle.
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Il Comune risponde che l’altalena non è stata chiusa “per le proteste dei genitori” ma perché gli elastici di sicurezza devono essere sostituiti. Il motivo di nuovo è l’irresponsabilità dei “normali”. Al sito La Riviera l’assessora al verde pubblico Maria Teresa Parodi spiega che «i normodotati non rispettano le indicazioni di utilizzo e continuano a rompere gli elastici di sicurezza». E non è la prima volta che accade: l’altalena era già stata chiusa ad aprile a causa della mancanza di pavimentazione.
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Anche il sindaco Carlo Capacci conferma che la causa della chiusura è da ricondurre all’utilizzo dell’altalena da parte dei normodotati che rompono gli elastici di sicurezza. Il sindaco invita anche a “non far girare per tutta Italia e oltre” la foto di una persona disabile che non è in grado di autorizzarne l’uso. Ma in realtà la foto di Matteo è stata caricata su Facebook dalla madre, che immaginiamo abbia tutte le autorizzazioni del caso.

Tutti hanno diritto di divertirsi

Alle polemiche di questi giorni ha risposto ieri La Giraffa a Rotelle che in un lungo post riassume quello che è il punto centrale della vicenda. La foto – spiega la signora Aloigi – è quella di “un qualsiasi ragazzi, privato dell’unico gioco a cui era possibile accedere”. Non c’è del resto nessuna “strumentalizzazione” nell’utilizzo di quella foto. L’altalena è per i disabili e la chiusura danneggia loro e non i “normodotati”. Quindi nella foto doveva esserci un ragazzo disabile non un “ventiquattrenne alto, abbronzato e muscoloso e senza sedia a rotelle“.
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Se il sindaco di Imperia non vuole che Matteo posti la sua foto per denunciare il mancato rispetto dei suoi diritti allora  il sindaco può fare una cosa molto semplice: garantire il rispetto e il godimento di quei diritti, conclude la Giraffa a Rotelle. L’altalena poi, non è più né meno pericolosa di un’altalena normale. Quindi le preoccupazioni dei genitori normodotati sono infondate. Meglio farebbero invece a sorvegliare i giochi dei loro pargoli per evitare che – danneggiando l’altalena – finiscano per impedire ad altri di potersi divertire al parco.