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La onlus Imagine e il nuovo giallo dell'indagine su Marino

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La procura di Roma ha smentito la notizia della richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla Onlus Imagine che coinvolge Ignazio Marino. La notizia era stata diffusa dall’avvocato Enzo Musco, legale del sindaco di Marino. A smentire che ci sia stata la richiesta di archiviazione, scrive l’Adn Kronos, è stato il procuratore dirigente Giuseppe Pignatone. Intanto a La Zanzara Giuseppe Cruciani ha aggiunto qualcosa in più a proposito della notizia:

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Il tweet de La Zanzara – Radio 24

La onlus Imagine e il nuovo giallo dell’indagine su Ignazio Marino

Musco, ieri a Napoli per impegni professionali, ha detto di aver appreso la notizia della richiesta di archiviazione dall’entourage di Marino. Era stato lo stesso legale di Marino, però, a parlare con le agenzie di stampa della vicenda della Onlus Imagine. “Mi hanno riferito ieri – ha dichiarato – che c’è questa richiesta di archiviazione perchè il mio assistito non c’entrava nulla con questa vicenda, non era neppure il presidente della Onlus. Era una storia chiusa”. Il reato ipotizzato dalla procura era quello di truffa. Musco si è soffermato con i giornalisti anche sulla vicenda degli scontrini e delle spese sostenute dal suo assistito con la carta di credito del Campidoglio. “Premesso che a mio parere – ha detto – questa vicenda rientra in un ambito politico e non giudiziario, ribadisco che Marino non ha mai usato denaro pubblico per fini personali ed ha giustificato punto per punto, in modo preciso e puntuale, tutti i giustificativi legati a cene di rappresentanza e istituzionali”. “Adesso – ha concluso Musco – mi auguro che a Marino venga inviato al più presto un avviso di garanzia, a sua tutela, affinché vada in archivio anche questo procedimento penale”. La circostanza della smentita non ha potuto non alimentare la polemica politica nel giorno del ritiro delle dimissioni del sindaco e della sua dichiarazione di guerra al Partito Democratico. “Oggi la risposta giunta alla mia interrogazione al ministero del Lavoro e della Giustizia sulla vicenda della onlus Imagine mette nero su bianco tre fatti che inchiodano il Sindaco di Roma: l’inchiesta non è affatto partita da una querela di Ignazio Marino ma da una autonoma indagine di polizia giudiziaria; gli indagati sono fino ad ora quattro, tutti per il reato di concorso in truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falso ideologico, commesso da privato in atto pubblico. Tutti apparterrebbero alle strutture di vertice della onlus; l’unica parte offesa menzionata nell’inchiesta della Procura risulta essere l’Inps e non certo il Sindaco”, ha scritto in una nota il senatore di Area popolare Ncd-Udc, Andrea Augello. “Risulta quindi evidente che Ignazio Marino ci ha raccontato un sacco di balle – ha aggiunto -, a partire dal dibattito televisivo nella sfida contro Alemanno in piazza del Campidoglio, quando per la prima volta rispose ad una domanda su questa brutta storia, dichiarandosi appunto parte lesa e spergiurando sull’assoluta trasparenza della onlus“.

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La presentazione della Imagine Onlus dalla sua pagina Facebook

L’indagine sulla Imagine Onlus

La Imagine Onlus, sita in via dei Volsci 10, è stata fondata dal chirurgo e primo cittadino per portare aiuti sanitari in Honduras e Congo. L’organizzazione si descrive così nel suo sito:

L’obiettivo principale di IMAGINE è quello di rafforzare i Sistemi Sanitari nei Paesi a Basso Indice di Sviluppo Umano rivolgendo la propria attenzione in particolare alla salute delle mamme e dei bambini. Il nostro approccio prevede la costruzione, la ristrutturazione delle Strutture Sanitarie già presenti, la formazione del personale sanitario locale e la sensibilizzazione ed animazione delle comunità. Nello specifico costruiamo e ristrutturiamo reparti di Ospedali e Centri Sanitari spesso isolati e difficili da raggiungere, forniamo arredi e materiali sanitari.

La storia dell’indagine comincia alla vigilia delle elezioni 2013, quando si scoprì che erano stati creati dal nulla nella Imagine Onlus alcuni dipendenti in realtà inesistenti i cui assegni venivano girati sempre alla stessa persona. Nel registro degli indagati del pubblico ministero Pantaleo Polifemo finisce Carlo Pignatelli, assunto nella onlus nel marzo 2012 fino a dicembre con un contratto di collaborazione occasionale «avente per oggetto assistenza e manutenzione dei servizi informatici in sede centrale e per i progetti in essere», per un compenso di cinquemila euro lordi. Il presidente e allora legale rappresentante della Imagine Onlus è proprio Ignazio Marino, che firma anche altri due contratti di collaborazione occasionale per lo stesso compenso e lo stesso arco temporale. Uno di questi è Franco Briani, che si dovrebbe occupare di servizi di comunicazione e dei fornitori del settore. L’altro è Marco Serra che deve installare e usare software per il database. Secondo i resoconti sulle indagini le due persone sarebbero in realtà inesistenti. E l’indagato avrebbe confermato ai pm la circostanza. Qualche tempo fa il Tempo aveva ascoltato il legale di Pignatelli:

«Il mio cliente – spiega l’avvocato Massimiliano Scaringella – è stato ascoltato dagli inquirenti circa un anno fa è ha spiegato che si trattava di nomi di fantasia. Tutte le persone ascoltate avrebbero confermato questa circostanza, compreso il denuciante». Ma chi è il denunciante? «Io non ho ancora avuto modo di leggere la denuncia – precisa il legale – ma da quello che ha dichiarato in campagna elettorale Marino, dovrebbe essere stato lui a fare quella denuncia». Fatto sta che Pignatelli ora è indagato per possesso e fabbricazione di documenti falsi e, in concorso con altri, per truffa ai danni dello Stato. Per sapere chi sono questi “altri” bisognerà attendere la chiusura delle indagini preliminari.

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Uno dei due contratti firmati da Ignazio Marino per la onlus Imagine

Era il 5 settembre 2015. Secondo la tesi del difensore, i compensi dei tre collaboratori andavano tutti a Pignatelli, che aveva accettato di essere pagato con tre assegni, uno intestato a lui e due a persone che non conosceva, pur di iniziare a lavorare con quella associazione e prendere in tutto 900 euro al mese. Assegni che lui trovava puntualmente già girati e pronti da incassare, senza sapere niente di più. Nonostante avesse notato l’anomalia, Carlo aveva deciso di farsi andare bene la situazione, avendo ricevuto la promessa che presto sarebbe arrivato il tanto atteso contratto a tempo indeterminato. Due anni dopo quel dicembre 2012 Pignatelli viene invece allontanato. «Marino non è coinvolto in alcun modo nella gestione amministrativa della onlus Imagine, il suo ruolo è legato solamente all’ indirizzo scientifico dell’ associazione. Tutte le attività amministrative e contabili», aveva puntualizzato all’epoca il Comitato Elettorale dell’allora candidato sindaco, «vengono gestite in prima persona dalla direttrice». La direttrice si chiama Rosa Garofalo e ancora lavora per la Imagine Onlus. Marino non è mai stato ascoltato dal pm nell’ambito dell’indagine. Dalla denuncia in procura sono passati due anni. C’è da ricordare che la depenalizzazione varata dal governo Renzi dovrebbe però escludere la possibilità di imputare il reato di evasione fiscale, visto che la cifra sarebbe comunque molto bassa. Pignatone in ogni caso ha escluso che l’inchiesta sia stata archiviata.