Economia

La nuova austerità votata dalla Grecia (senza Varoufakis)

Via libera del Parlamento greco all’accordo con i creditori sul terzo piano di salvataggio dopo una lunga maratona notturna. Il pacchetto è stato approvato a maggioranza. Il primo ministro, Alexis Tsipras, aveva chiesto alle Camere di votare il piano per assicurare la sopravvivenza del paese. Grazie al sostegno dell’opposizione, il piano di aiuti è stato approvato con 222 voti a favore, 64 contrari e 11 astensioni. Prima del voto il premier Alexis Tsipras aveva lanciato un ultimo appello in favore del “sì” al piano “per assicurare la sopravvivenza del Paese e per continuare nella lotta”.
 
GRECIA: IL SÌ DEL PARLAMENTO ALL’ACCORDO (SENZA IL VOTO DI VAROUFAKIS)
Il voto è arrivato dopo una lunga maratona notturna, dovuta anche alla ‘melina’ attuata dal presidente del Parlamento, Zoe Konstantopoulou, fermamente contrario al piano di aiuto europeo che per la Grecia vorrà dire nuove misure di austerità. Il pacchetto e’ stato approvato a maggioranza grazie all’appoggio dei partiti dell’opposizione. L’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha votato contr. Intervenendo in aula prima del voto, l’ex titolare delle Finanze aveva annunciato di non poter esprimere il proprio appoggio al nuovo piano di salvataggio. Rispondendo a critiche indirette sul suo operato nei mesi di trattative con i creditori, Varoufakis ha detto di sentirsi molto orgoglioso “per aver dato a molti greci durante i cinque mesi di negoziato speranza e coraggio”. Dichiarazioni che hanno suscitato commenti ironici di alcuni deputati, si legge sul sito di Focus. “E’ per questo che avete chiuso le banche?”, ha chiesto qualcuno. Varoufakis – che nei giorni scorsi aveva detto che, a suo parere, il terzo pacchetto “non funzionerà” – ha quindi aggiunto che qualora il premier Alexis Tsipras lo volesse, lui rinuncerebbe al suo seggio in parlamento.  Nel suo intervento Varoufakis ha dichiarato che il nuovo accordo è insostenibile, come aveva già detto durante un’intervista alla radio greca “Sto cokkino”.
 
IL DISCORSO DI TSIPRAS
Prima del voto il premier greco, Alexis Tsipras, aveva messo in guardia il Parlamento greco dai rischi dell’accettare un prestito ponte, come vorrebbero i tedeschi. Una tale ipotesi, ha detto Tsipras, “significherebbe il ritorno a una crisi senza fine”. “Non sono pentito di aver concordato un compromesso coi creditori” ha aggiunto, ribadendo che “questo piano di salvataggio e’ una scelta necessaria per noi”. Tsipras ha parlato in Palamento dove il dibattito parlamentare sul pacchetto di aiuti si e’ prolungato tutta la notte anche a causa della “melina” attuata dal presidente del Parlamento stesso, Zoe Konstantopoulou, fermamente contrario al piano di aiuto europeo. “Noi abbiamo la responsabilità di evitare che si arrivi a quel punto – ha detto Tsipras, riferendosi al prestito ponte caldeggiato dai tedeschi – e di non facilitarlo”. “Il dilemma – ha contionuato il premier – era tra un piano di salvataggio nell’euro, e un piano di salvataggio con il ritorno della dracma, come continua a suggerire anche oggi il ministro delle finanze tedesco Shauble”.

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