Economia

La multa da 40mila euro a Pierluigi Boschi

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La CONSOB ha deciso di multare per un milione di euro in totale i membri del Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria, per la responsabilità accertata nel mettere in vendita titoli e bond senza avvertire la clientela dei veri rischi connessi all’acquisto. Tra i multati, per complessivi 40mila euro, c’è anche Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi.

La multa da 40mila euro a Pierluigi Boschi

Repubblica, in un articolo a firma di Claudio Tito, afferma che le multe complessivamente ammontano a circa un milione di euro. E tra i sanzionati c’è anche Pierluigi Boschi, il papà della sottosegretaria alla presidenza del consiglio, che dovrà pagare un ammenda di 40 mila euro. Il presidente della Consob, Vegas, ha firmato la scorsa settimana l’ordinanza. L’atto è in corso di notificazione a tutti i soggetti interessati. Alcuni di loro – quelli che hanno la posta certificata – l’hanno già ricevuto, altri sono in attesa. Si tratta comunque di una nuova tegola per i protagonisti di una vicenda su cui sono in corso anche altre procedure, compresa quella penale. Soprattutto è destinata a infiammare ancora una volta la polemica politica proprio per il ruolo di Boschi.
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Nel merito la Consob accusa tutti i componenti il Cda, il direttore generale e il collegio dei sindaci di aver violato l’articolo 94 del cosiddetto TUF, il Testo unico sulla finanza. In particolare due commi di questa legge, il secondo e il settimo. Il primo dispone l’obbligo per il prospetto di questi prodotti finanziari di avere una forma «facilmente analizzabile e comprensibile» affinchè «gli investitori possano pervenire ad un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale e finanziaria’». E per questo ai clienti deve essere consegnata una «sintesi recante i rischi’» dell’offerta. La seconda violazione riguarda l’impegno a comunicare «qualunque fatto nuovo significativo» che sopravvenga.

 

La CONSOB e Banca Etruria

La CONSOB dice che l’istituto toscano ha omesso i rilievi dell’ente guidato da Ignazio Visco effettuati a luglio 2012 e a dicembre 2013. In quella occasione Bankitalia sottolineava una situazione «fortemente problematica». Nello stesso documento si notava pure come i vertici aziendali mostrassero «inerzia» rispetto ad alcune criticità: in primo luogo la presenza di «un consistente stock di partite anomale», una «fragile situazione di liquidità» aggravata dall’ammontare di obbligazioni istituzionali in scadenza. Ossia di soldi cash che stavano per uscire dalle casse della banca indebolendola ulteriormente dal punto di vista patrimoniale.

Rispetto alla proposta formulata due mesi fa, la decisione finale – presa dopo le analisi delle memorie difensive degli “imputati” – ha ridotto l’importo delle multe. Ma è stato confermato «alla lettera» l’impianto “accusatorio”, i principi che hanno determinato gli addebiti e tutte le responsabilità. Una scelta che avrà delle probabili ripercussioni e una incidenza nelle azioni civili per risarcimento danni, negli arbitrati e probabilmente anche nei processi penali in corso. Le sanzioni complessivamente ammontano a 910 mila euro. La Banca è responsabile in solido e dovrà chiedere il «regresso» agli autori delle violazioni. A pagare più, comunque, sono l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi (entrambi 70 mila euro) . Quasi tutti gli altri 21 sanzionati dovranno sborsare 40 mila euro.

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Banca Etruria, la vicenda (Corriere della Sera, 20 marzo 2016)