Economia

La caldaia a biomasse che usa il mais

Mettere il granturco nella stufa di casa? È possibile. Jenner Meletti su Repubblica di oggi racconta l’utilizzo del mais nelle caldaie a biomasse.

 “La nostra pubblicità — racconta Paolo Begnozzi, con studi da perito industriale specializzato in meccanica — oggi non parla solo di mais ma di ‘caldaie a biomassa per pellet, legno, mais, nocciolino’. Il mais resta comunque il combustibile ecologico per eccellenza. Si sgranano le pannocchie ed è già pronto. Basta ridurne l’umidità al 10-12%». Non di solo granoturco vivono le nuove caldaie. La Bioterm di Valduggia nel vicentino annuncia ad esempio che le sue “stufe e termostufe Bruciatutto” si alimentano, oltre che con il granoturco, anche con «grano, fagioli, semi di uva,sorgo, colza, riso e risone,farro, miglio, piante di colza, soia, cardo, canapa», e via elencando. Insomma, i prodotti di tanti campi finiscono nel bruciatore e non sui banconi delle botteghe e dei supermercati.. «

 

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L’utilizzo del mais nella caldaia a biomasse (La Repubblica, 19 novembre 2015)

Spiega il quotidiano:

La produzione del 2012 è stata in buona parte rovinata dalle aflatossine ed il prezzo è crollato: 5 euro al quintale. I grani che non finivano nelle caldaie venivano portati nei termovalorizzatori. Quest’anno il granoturco è sano e viene pagato 15 euro al quintale. Ma anche con questo prezzo c’è una forte richiesta delle caldaie con il serbatoio per il mais. Rispetto all’anno scorso c’è un 70% in più. Vede, il concorrente del granoturco è il pellet che all’ingrosso costa dai 30 ai 40 euro al quintale. Al minuto viaggia sui 3,5 euro per un sacchetto di 15 chili. La differenza di prezzo a favore dei mais è netta. L’investimento è forte, perché per una caldaia da 20-28 Kw, capace di riscaldare un appartamento di grandi dimensioni o un’intera casa, si parte da una spesa di 5.000 euro. Ma usando il mais si spende almeno il 30% in meno rispetto a gas o gasolio. Il gioco vale la candela