Economia

La bolletta a tutela simile: come funziona

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Dal primo gennaio è sul mercato la bolletta a «tutela simile», tariffa che per una famiglia media può portare fino al 20% di sconto. Questa nuova tariffa ha l’obiettivo di traghettare verso il mercato libero i 20 milioni di consumatori che finora hanno mantenuto la «maggior tutela», ovvero una tariffa definita ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia. Si prevede che la tariffa di «maggior tutela» scompaia dalla metà di quest’anno. Il contratto a «tutela simile» si può stipulare solo via web (www.portalesi mile.it) e dura 12 mesi. Alla scadenza sarà necessario scegliere se tenere o cambiare il fornitore.

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La bolletta a tutela simile (Corriere della Sera, 12 febbraio 2017)

Ovvero, spiega oggi il Corriere della Sera:

Le loro bollette sono materialmente gestite da aziende private – dall’Enel a qualche ex municipalizzata come A2a o Acea – ma la tariffa elettrica vigente è quella definita ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia. Prezzi che si sono assai spesso mostrati competitivi con quelli del «mercato libero». Ebbene, per questa ventina di milioni di clienti domestici e piccole imprese l’era della «Maggior tutela» è ormai destinata a scomparire – si dovrebbe partire da giugno 2018 – e la funzione della «Tutela simile» studiata dall’Autorità è di aiutare i consumatori ad acquisire il necessario grado «di informazione e consapevolezza» per riuscire a nuotare nel mare delle offerte, che da metà del prossimo anno somiglierà sempre più a quello (un po’ confusionario) della telefonia.

In sintesi, la tutela simile è una tipologia di contratto di fornitura di elettricità che dura 12 mesi, si può stipulare solo via web (www.portaletutelasimile.it) e non è rinnovabile. Alla scadenza si potrà scegliere se rimanere con lo stesso fornitore, cambiarlo o rientrare in maggior tutela fin quando sarà possibile.

A quanto ammontano gli sconti? La decisione è stata presa da ogni singola azienda che ha aderito e si è qualificata (sono 28). Così, ad esempio, si va dai 115 euro della francese Engie e dai 106 euro dell’Eni fino ai 12 euro di Iren e ai 10 di Sinergas, passando per una serie di posizioni intermedie, tra le quali spicca ovvia mente quella dell’«incumbent» Enel, che offre 33 euro. Il paragone con la spesa di una famiglia tipo è presto fatto: con un contatore da 3kw di potenza e 2.700 kwh di consumo annuo si spenderebbero in un anno 500 euro.