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Jasmine Cristallo: chi ha organizzato la protesta contro Salvini a Catanzaro

“Molti sono venuti con i pullman da altre città. Tuttavia eravamo più noi dei sostenitori di Salvini”

jasmine cristallo

Ieri a Catanzaro è andata in scena una singolare protesta contro Matteo Salvini. La contestazione si è manifestata fin dalla mattinata, con l’esposizione su alcuni balconi del centro storico del capoluogo calabrese di striscioni di protesta: “Mai con Salvini”, “Questa Lega è una vergogna ”,“Catanzaro non si lega”. Oggi il Fatto parla con Jasmine Cristallo, una delle organizzatrici della protesta:

Come è andata la visita del vicepremier?
Salvini è stato fortemente contestato. C’era Potere al Popolo, Usb, la Sinistra, Anpi e Articolo 1. Una cosa che ci ha colpito è che c’erano molte mamme rom con bambini, molte donne con il velo e ragazzi di colore. Sono rimasti in un angolo ma hanno voluto partecipare a questa manifestazione in cui Salvini è stato malamente fischiato e si è infastidito. Noi siamo meridionali e il Sud non se lo dimentica chi è questo signore e qual è il suo partito di appartenenza. Lui ha semplicemente cambiato il bersaglio: ieri eravamo noi e oggi sono i migranti.

Catanzaro ha risposto?
La città non ha risposto. Di Catanzaro non c’era quasi nessuno. Molti sono venuti con i pullman da altre città. Tuttavia eravamo più noi dei sostenitori di Salvini.

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Avete avuto paura del fatto che queste proteste potessero essere utilizzate in chiave elettorale dalla Lega?
Sì,eravamo terrorizzati,per questo siamo stati molto attenti. Abbiamo voluto fare l’iniziativa dei balconi sia per ricordare che cosa sono stati i balconi del ‘900 in Italia, sia per dire che non abbiamo apprezzato l’episodio di Forlì (quando il ministro ha parlato proprio da un balcone, ndr) e che non abbiamo tollerato che quella signora di Avellino sia stata censurata per aver messo lo striscione “Questa Lega è una vergogna ”sul suo balcone. La Digos le ha chiesto di toglierlo, appellandosi a non si sa quale legge: non è proibito protestare civilmente.

Foto copertina da: Facebook

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