Economia

INPS, Busta Arancione in arrivo

BUSTA ARANCIONE INPS

Il centesimo annuncio dovrebbe essere l’ultimo. Tra meno di un mese nelle cassette postali degli italiani arriverà una busta arancione con sopra la scritta “la mia pensione” e il destinatario troverà una lettera con tutte le coordinate previdenziali: l’età di pensionamento, la stima dell’assegno, l’estratto conto, il rapporto con l’ultima retribuzione e l’invito a munirsi del Pin unico per accadere al servizio online. A dare l’annuncio è il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Entro il 2016 si punta a coprire una “platea di 7 milioni di lavoratori privati”, spiega. Avere una visione chiara potrebbe essere ancora più rilevante se, come auspica, andrà in porto l’intervento per introdurre la flessibilità in uscita. Una riforma da fare “adesso” e quando si dice adesso per Boeri significa “legge di Stabilità 2017”. Indicazioni puntuali quindi, che arrivano dopo il pressing degli ultimi giorni. Il presidente dell’Istituto di previdenza ricorda che la sua ricetta è già nero su bianco dal giugno del 2015: anticipare l’uscita fino a tre anni purché si abbia diritto a un assegno pari a circa 1.500 euro al mese. D’altra parte “noi abbiamo un ruolo di analisi e proposta”, risponde a chi gli chiede di commentare le parole rilasciate al Corriere della Sera dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (“Lui può formulare proposte; a noi spetta decidere”).

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L’infografica del Corriere sulla Busta Arancione in arrivo (18 marzo 2016)

Niente di strano per Boeri: “Poletti ha ribadito quel che sappiamo”, Inps ed Esecutivo “hanno ruoli diversi”. Detto ciò, il numero uno dell’Istituto conferma che bisogna iniziare a pensare già da ora all’intervento. Soprattutto, tiene a precisare, agire subito vuol dire “non farlo tra tre anni” quando “non avrebbe più gli effetti desiderati”. Boeri guarda in particolare alle nuove generazioni, evidenziando come i “blocchi” della riforma Fornero hanno “penalizzato molto le assunzioni dei giovani”. E la busta arancione, al contrario di quel che si può immaginare, punta proprio sulle nuove leve, disinteressate al tema, come testimoniano i dati. Da maggio scorso è infatti possibile, con Pin Inps, prendere visione della propria situazione e fare simulazioni (uscita anticipata, variazioni di retribuzione) ma gli accessi degli under40 sono 1,3 milioni su un totale di 9 milioni. Raggiungere chi non è digitalizzato e invitare a rimediarvi è quindi l’obiettivo dell’operazione che da metà aprile porterà alla spedizione di 150 mila lettere al giorno. Boeri, dando la notizia, ha esordito con un “finalmente”, visti i vincoli di spesa fissati per l’Inps e aggirati grazie alla collaborazione dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) diretta da Antonio Samaritani. L’Agenzia ha messo 2,5 milioni, a cui se ne aggiunge uno dell’Inps, per il progetto complessivo: “Cittadino digitale”, che insieme alla busta arancione mira a diffondere lo Spid. E’ una delle “più grandi e capillari campagne di sensibilizzazione”, sottolinea Samaritani. Un’altra via per superare i paletti di budget è rappresentata dagli accordi con le amministrazioni pubbliche, così da inserire il contenuto della busta arancione nei cedolini di 1,5 milioni di travet. A proposito di pratiche sbrigabili sul web, il governo, fa sapere Poletti, sta facendo un monitoraggio sul funzionamento della procedura delle dimissioni online obbligatoria dal 12 marzo e non si escludono “correttivi”.