Economia

Il Fondo Interbancario e l'idea dei rimborsi automatici per 10mila obbligazionisti

fondo interbancario

Valentina Conte su Repubblica oggi racconta che il governo vuole porsi un obiettivo ambizioso sui rimborsi agli obbligazionisti delle quattro banche: ha intenzione infatti di utilizzare i l fondo interbancario per rimborsare tutti i 10599 sottoscrittori dei titoli. Come abbiamo visto, l’uso del Fondo era stato vietato di fatto dalla UE nell’operazione di salvataggio delle quattro banche risolte. Ora la soluzione torna in auge ma con gli stessi problemi segnalati all’epoca:

Se davvero si vuole accontentare tutti, allora il fondo di solidarietà previsto dalla legge di Stabilità – «sino ad un massimo di 100 milioni» e «alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi» – è palesemente insufficiente. Visto che le obbligazioni sottoscritte dai 10.559 risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti e poi diventate carta straccia dopo il decreto del 22 novembre, ne valgono tre volte tanto: 329 milioni. Dove trovare i soldi che mancano o quanti ne servono per arrivare almeno a 280-300 milioni? L’idea del governo è di bussare alla stessa porta: il Fondo interbancario. Chiedere cioè alle altre banche italiane di triplicare lo sforzo. «Non ne so niente di niente, il governo non si è fatto sentire, l’intero sistema bancario italiano è all’oscuro di tutto, grottesco», si meraviglia Salvatore Maccarone, presidente del Fondo. «Se di intervento volontario si tratta, qualcuno dovrebbe essere in condizione di farlo. Ma noi non possiamo: non rientra nel nostro Statuto».

fondo interbancario villarosa
Dall’audizione di Bankitalia in Commissione Finanze del 9 dicembre 2015

Sta dicendo che l’ipotesi del governo non sta in piedi? «Dico che non possono usarci come una tasca da cui prendere a volontà. È un po’ tardivo lavarsi la coscienza così. I nostri contributi obbligatori hanno una destinazione vincolata: il rimborso dei depositanti fino a 100 mila euro in caso di crac. E quelli volontari, come ha mostrato il caso di banca Tercas, sono limitati per Statuto alle banche in amministrazione straordinaria. Comunque la si giri questa roba non funziona. Non è un caso che i decreti ancora non escano». E poi c’è l’Europa. «Più aiuto di Stato di questo non esiste, mi sembra evidente. Un’operazione di tal genere di fatto neutralizza l’effetto del burden sharing voluto da Bruxelles, la condivisione del rischio anche con azionisti e obbligazionisti subordinati. La norma così viene aggirata. Ma non è solo una questione europea. Anche dei 100 milioni non sappiamo niente». Ma quelli almeno non erano sicuri? «La norma della legge di Stabilità è sufficientemente vaga. Nulla dice di come il Fondo debba essere coinvolto. E questa incertezza, in attesa di un decreto che lo spieghi ma che non arriva, crea inquietudine e anche indignazione nelle banche italiane».