Economia

Il costo di evasione e corruzione in Italia

L’ultimo rapporto sull’Italia del centro studi Economia reale dell’economista Mario Baldassarri, ex senatore di Alleanza Nazionale, ci racconta che l’evasione e la corruzione “rubano” al prodotto interno lordo italiano la discreta sommetta di 236 miliardi di euro:

I numeri, innanzitutto. Baldassarri parte dal presupposto che sprechi e corruzione siano direttamente proporzionali all’andamento della spesa pubblica corrente. E per valutare che cosa sarebbe accaduto dal 2002 al 2014 se si fosse davvero dichiarata la guerra a questa piaga ha fatto due ipotesi, entrambe agganciate a drastici interventi sulla spesa pubblica corrente. La prima, il taglio secco di 45 miliardi, da destinare per 40 miliardi alla riduzione delle tasse (25 di Irap e 15 di Irpef) e per 5 miliardi agli investimenti. La seconda il congelamento della spesa corrente ai livelli del 2002 e l’eliminazione dei 25 miliardi di trasferimenti a fondo perduto.
Le proiezioni sono impressionanti. In tredici anni il Pil sarebbe salito da un minimo di 128 a un massimo di 141 miliardi. I posti di lavoro sarebbero cresciuti fino a un milione e 180 mila posti di lavoro, con un deficit pubblico ridotto fino a 105 miliardi e un debito pubblico ridimensionato di una somma enorme: compresa fra 530 e 840 miliardi. E la lotta all’evasione, continua a simulazione di Baldassarri, avrebbe fatto il resto. In questo caso l’ipotesi è una sola: controlli incrociati severissimi utilizzando tutte le banche dati disponibili e l’introduzione di meccanismi di deduzione per alimentare il conflitto d’interessi.
Il concetto è semplice: se so che posso detrarre dalle tasse il conto dell’idraulico, gli chiederò la fattura e lui pagherà le tasse. Grazie a questo piano d’azione, stima l’economista, sarebbe stato possibile recuperare una decina di miliardi circa per dieci anni consecutivi. Con il risultato che il nostro Pil potrebbe essere ora più alto di 95 miliardi e il debito pubblico più basso di 266.

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Il calcolo del costo di evasione e corruzione in Italia del Centro Studi Economia Reale

E ancora:

Se poi a tutto questo si fosse aggiunta una condizione astrale favorevole, ovvero un euro non così sopravvalutato rispetto al dollaro, ecco che si sarebbero schiuse le porte del paradiso. Secondo il rapporto del centro studi Economia reale il super-euro ci è costato dal 2002 al 2014 ben 168 miliardi di Pil e 403 miliardi di debito pubblico.