Economia

Il bluff dei consumi nella Legge di Stabilità

“Un limite al trasferimento di contante, anche basso, va mantenuto. Del resto l’esistenza di effetti macroeconomici della soglia sui consumi non è sorretta da chiara evidenza empirica”. Questo dice Bankitalia in audizione sulla legge di Stabilità. E’ “consigliabile mantenere un regime più severo per le attività più esposte a contaminazioni, quali i money transfer”, aggiunge poi: questo limite per i money transfer non c’è nella norma che riguarda i 3000 euro nella Legge. Sul contante, i money transfer hanno sempre avuto regole più stringenti: quando il limite generale era a 12.500 euro, una norma speciale fissava solo per questi sportelli un tetto molto più basso, 2.000 euro. Quando il governo Monti ha abbassato la soglia a 1.000 euro, sono state cancellate tutte le norme speciali, compresa quella sui money transfer, perché con un tetto così basso non c’era bisogno di altro. Proprio per questo l’innalzamento del limite a 3.000 euro deciso dal governo Renzi si trascina dietro anche i money transfer, che non hanno mai avuto regole così generose.

La Legge di Stabilità e Bankitalia

Bankitalia però alla fine promuove con riserva la norma. “I limiti all’uso del contante non costituiscono ovviamente – ha sottolineato il vicedirettore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini – un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, specie per il grande riciclaggio, ma introducono un elemento di difficoltà e di controllo sociale che può ostacolare forme minori di criminalità e di evasione. L’esistenza di una soglia scoraggia in via generale una circolazione di banconote troppo ampia, tale da fornire materia a transazioni illecite”. Non c’è però, ha spiegato Signorini “a mia conoscenza una base analitica o empirica sufficiente per precisarne il valore ottimale”. “Dal mero punto di vista del tracciamento delle transazioni, quanto più la soglia è bassa tanto meglio è, ma ci sono limiti pratici da considerare. Non vi sono quindi elementi per escludere a priori l’opportunità di un innalzamento del limite generale da mille a tremila euro; converrà, se il Parlamento decide di andare in questa direzione, monitorare nel tempo i risultati”. E sul taglio delle tasse Bankitalia è critica:  “Le misure che riducono il carico fiscale sui fattori della produzione appaiono meglio in grado rispetto ad allegerimenti delle imposte sul patrimonio di innalzare la crescita anche nel medio periodo”.

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La tabella del Sole 24 Ore che riepiloga impieghi e coperture della Legge di Stabilità 2016

La legge di stabilità e la Corte dei Conti

La Corte dei conti non è però molto soddisfattaSecondo la magistratura contabile, infatti, la scelta di politica economica fatta dal Governo nella legge di Stabilita “utilizza al massimo gli spazi di flessibilità disponibili, riducendo esplicitamente i margini di protezione del conti pubblici, e lascia sullo sfondo nodi irrisolti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e questioni importanti (quali il definitivo riassetto del sistema di finanziamento delle autonomie territoriali”. Temi già sollevati, peraltro, dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo il quale anche la questione esodati è destinata a lasciare pesanti strascichi rendendo necessaria un’ottava salvaguardia nononstante la settimana appena introdotta nella Stabilità. Nel corso della sua audizione, il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, si è soffermato sull’abolizione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa spiegando che la “principale fonte di finanziamento manovrabile degli enti riguarda le abitazioni diverse dalla prima casa, su cui continuerà a vivere il dualismo Tasi-Imu, con la conseguenza che la maggioranza dei servizi indivisibili forniti dai Comuni graverà di regola sui non residenti e quindi soggetti non in grado di operare il ‘controllo politico’ sull’operato degli amministratori attraverso il voto”. Inoltre la legge di Stabilità “sconta il carattere temporaneo di alcune coperture e il permanere di clausole di salvaguardia rinviate al futuro”. Secondo Squitieri un “riassoribimento” delle clausole nel 2017 e nel 2018 “richiederà l’individuazione di consistenti tagli di bilancio o aumenti di entrate sia pur resi meno onerosi dai benefici di una maggiore crescita”. In questo contesto, quindi, “le condizioni economiche” del Paese “avrebbero potuto consigliare l’adozione di interventi sulla spesa fiscale (riguardanti ad esempio un articolato intervento sulle aliquote Iva agevolate o sulla stessa struttura delle aliquote Iva) eventualmente attutiti (ma non annullati) con misure di sgravio”.