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Il 15enne condannato all'ergastolo per terrorismo

È stato condannato all’ergastolo il 15enne britannico che pianificò di sgozzare dei poliziotti in occasione del Giorno dei veterani in Australia lo scorso 25 aprile in nome dell’Isis. Si legge sulla Bbc. L’adolescente di Blackburn, la cui identità resta segreta per la giovane età, resterà per almeno cinque anni in carcere per incitamento al terrorismo, prima che possa essere esaminata una richiesta di rilascio in licenza. Ha inviato migliaia di messaggi online a un jihadista australiano, Sevdet Besim, per pianificare “un massacro”, ha reso noto il tribunale della Corona di Manchester, che l’ha condannato.. E’ il più giovane britannico mai condannato per terrorismo. Il giudice Saunders ha sottolineato che il fatto che il ragazzo avesse soltanto 14 anni al momento dell’arresto “mette i brividi”. Secondo i giudici il progetto di attacco terroristico a una parata a Melbourne, dove avrebbero dovuto morire dei poliziotti, sarebbe andato a buon fine e ci “sarebbe stato un massacro”, se la polizia britannica non avesse intercettato il telefono del giovane e avvertito i colleghi australiani.

15enne ergastolo
La scatola di legno con la scritta “Stato Islamico” ritrovata a casa del 15enne (foto:BBC)

Il 15enne condannato all’ergastolo per terrorismo

Secondo l’accusa il 15enne aveva intenzione di decapitare agenti di polizia durante la parata per l’Anzac Day in Australia a Melbourne, una manifestazione che si tiene il 25 aprile di ogni anno e quest’anno ha festeggiato il suo centenario. L’attentato è stato sventato dalla polizia britannica, che ha intercettato una telefonata del 15enne ed ha avvertito le forze dell’ordine australiane. Il ragazzo è stato condannato per incitamento al terrorismo. Il ragazzo, che da oggi conserverà il triste primato di terrorista più giovane condannato in Gran Bretagna, proviene da una normale famiglia di Blackburn nel Lancashire, ovvero proprio la località delle “four thousand holes in Blackburn, Lancashire” che viene citata nel verso di A day in the life dei Beatles. Nella sua camera la polizia ha trovato una scatola di legno con la scritta intarsiata “Stato Islamico”, e nel computer i messaggi cifrati che stava scambiando con chi in Australia era pronto a colpire. Insieme a materiale e documenti degli estremisti che erano stati catturati e presi on line grazie ai contatti che aveva intessuto con estremisti adulti. Il giudice ha deciso che il ragazzo non sarà rilasciato fino a quando non sarà più considerato un pericolo. Il recruiter che ha avuto contatti con lui si chiama Abu Khaled al-Cambodi, ed è lo stesso che ha sostenuto il jihadista australiano Sevdet Besim. I messaggi scambiati tra i tre hanno raggiunto quota tremila, e in essi il ragazzo aveva anche suggerito a Besim come effettuare la sua prima decapitazione.

Sevdet Besim, australiano
Sevdet Besim, australiano

Keyboard warrior

Il ragazzo aveva trovato su internet le istruzioni per il martirio, per l’uso dell’esplosivo e aveva mappato i punti caldi locali, tra cui la cattedrale di Blackburn. In una conversazione su Telegram poi erano state ritrovate le discussioni con Besim, poi decodificate grazie a un software su misura. Tra i messaggi ce ne era uno in cui il ragazzo suggeriva di aggredire qualcuno in casa per fare una prova di decapitazione, e poi di rubare la pistola del poliziotto decapitato visto che sarebbe servita in caso di scontro a fuoco. Besim è atteso in tribunale a dicembre in Australia per rispondere all’accusa di terrorismo. Gli esperti dicono che l’età del ragazzo britannico non deve stupire visto che i jihadisti hanno ormai la tendenza preoccupante a reclutare anche bambini. Anche a scuola il ragazzino aveva sostenuto Osama Bin Laden e detto di voler diventare un jihadista, ha minacciato i suoi insegnanti e parlava spesso di decapitazioni oltre ad aver selezionato una mezza dozzina di potenziali vittime.