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Ignazio Marino assolto per scontrini e onlus Imagine

ignazio marino

L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato assolto in abbreviato dalle accuse di peculato e truffa in relazione alla vicenda della spese in Campidoglio. La procura di Roma aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi. In particolare, l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato assolto dalle accusate di peculato, falso e truffa nell’ambito di due diversi procedimenti relativi alle inchieste sul caso “scontrini” e della onlus Imagine. «Erano accuse infamanti, sono felice che sia stata ristabilita la verità», dice Marino subito dopo la notizia dell’assoluzione. Matteo Orfini, invece, su Twitter segnala questo:
matteo orfini
Lasciando in tutti un dubbio: visto che Orfini è commissario del PD a Roma e i risultati per il PD a Roma hanno ampiamente dimostrato le sue capacità, quando si dimette?

Ignazio Marino assolto per scontrini e onlus Imagine

 
Marino è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato” in merito alla vicenda della Onlus Imagine, e “perché il fatto non sussiste” per quanto riguardo la contestazione di peculato”. La decisione è stata presa dal gup Pierluigi Balestrieri. La sentenza è stata emessa dal gup dopo una camera di consiglio di appena 15 minuti. Marino, che aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato (che in caso di condanna avrebbe comportato lo sconto di pena pari a un terzo) rispondeva dei reati di peculato e falso in relazione all’utilizzo della carta di credito assegnatagli a suo tempo dall’amministrazione capitolina e di concorso in truffa per i compensi destinati a collaboratori fittizi quando il chirurgo dem era il rappresentante legale della ‘Imagine’, una Onlus fondata nel 2005 per portare aiuti sanitari in Honduras e in Congo. Per la Onlus, assolto Marino, il giudice ha rinviato a giudizio tre imputati che avevano scelto di essere giudicati con il rito ordinario: si tratta di Rosa Garofalo, Carlo Pignatelli e Federico Serra.

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La tabella riepilogativa del Corriere della Sera sugli scontrini contestati a Ignazio Marino (8 ottobre 2015)

In particolare c’erano sei casi di scontrini contestati a Marino riepilogati nell’infografica pubblicata qualche tempo fa dal Corriere della Sera: la cena al Girarrosto Toscano, registrata per motivi istituzionali ma a quanto pare si trattava di una cena di famiglia; la cena da Archimede Sant’Eustachio, offerta a un rappresentante dell’azienda ospedaliera San Filippo Neri (ma Lorenzo Sommella, all’epoca commissario straordinario, smentisce), della cena ai Tre Galli di Torino con Don Damiano Modena (smentita dall’interessato), di un’altra cena da Archimede (sempre smentita da Don Damiano), della cena al Sapore di Mare con la comunità di Sant’Egidio (smentita), e dell’ultima alla Taverna degli Amici, dove, secondo il ristoratore, Marino era solo con la moglie. La vicenda della Onlus Imagine invece riguarda l’organizzazione sita in via dei Volsci 10 che è stata fondata dal chirurgo e primo cittadino per portare aiuti sanitari in Honduras e Congo. L’organizzazione si descrive così nel suo sito:

L’obiettivo principale di IMAGINE è quello di rafforzare i Sistemi Sanitari nei Paesi a Basso Indice di Sviluppo Umano rivolgendo la propria attenzione in particolare alla salute delle mamme e dei bambini. Il nostro approccio prevede la costruzione, la ristrutturazione delle Strutture Sanitarie già presenti, la formazione del personale sanitario locale e la sensibilizzazione ed animazione delle comunità. Nello specifico costruiamo e ristrutturiamo reparti di Ospedali e Centri Sanitari spesso isolati e difficili da raggiungere, forniamo arredi e materiali sanitari.

La storia dell’indagine comincia alla vigilia delle elezioni 2013, quando si scoprì che erano stati creati dal nulla nella Imagine Onlus alcuni dipendenti in realtà inesistenti i cui assegni venivano girati sempre alla stessa persona. Nel registro degli indagati del pubblico ministero Pantaleo Polifemo finisce Carlo Pignatelli, assunto nella onlus nel marzo 2012 fino a dicembre con un contratto di collaborazione occasionale «avente per oggetto assistenza e manutenzione dei servizi informatici in sede centrale e per i progetti in essere», per un compenso di cinquemila euro lordi. Il presidente e allora legale rappresentante della Imagine Onlus è proprio Ignazio Marino, che firma anche altri due contratti di collaborazione occasionale per lo stesso compenso e lo stesso arco temporale. Uno di questi è Franco Briani, che si dovrebbe occupare di servizi di comunicazione e dei fornitori del settore. L’altro è Marco Serra che deve installare e usare software per il database. Secondo i resoconti sulle indagini le due persone sarebbero in realtà inesistenti. E l’indagato avrebbe confermato ai pm la circostanza. Qualche tempo fa il Tempo aveva ascoltato il legale di Pignatelli:

«Il mio cliente – spiega l’avvocato Massimiliano Scaringella – è stato ascoltato dagli inquirenti circa un anno fa è ha spiegato che si trattava di nomi di fantasia. Tutte le persone ascoltate avrebbero confermato questa circostanza, compreso il denuciante». Ma chi è il denunciante? «Io non ho ancora avuto modo di leggere la denuncia – precisa il legale – ma da quello che ha dichiarato in campagna elettorale Marino, dovrebbe essere stato lui a fare quella denuncia». Fatto sta che Pignatelli ora è indagato per possesso e fabbricazione di documenti falsi e, in concorso con altri, per truffa ai danni dello Stato. Per sapere chi sono questi “altri” bisognerà attendere la chiusura delle indagini preliminari.

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Uno dei due contratti firmati da Ignazio Marino per la onlus Imagine

Era il 5 settembre 2015. Secondo la tesi del difensore, i compensi dei tre collaboratori andavano tutti a Pignatelli, che aveva accettato di essere pagato con tre assegni, uno intestato a lui e due a persone che non conosceva, pur di iniziare a lavorare con quella associazione e prendere in tutto 900 euro al mese. Assegni che lui trovava puntualmente già girati e pronti da incassare, senza sapere niente di più. Nonostante avesse notato l’anomalia, Carlo aveva deciso di farsi andare bene la situazione, avendo ricevuto la promessa che presto sarebbe arrivato il tanto atteso contratto a tempo indeterminato. Due anni dopo quel dicembre 2012 Pignatelli viene invece allontanato. «Marino non è coinvolto in alcun modo nella gestione amministrativa della onlus Imagine, il suo ruolo è legato solamente all’ indirizzo scientifico dell’ associazione. Tutte le attività amministrative e contabili», aveva puntualizzato all’epoca il Comitato Elettorale dell’allora candidato sindaco, «vengono gestite in prima persona dalla direttrice». La direttrice si chiamava Rosa Garofalo.