Attualità

I permessi alle coppie gay non piacciono ai sindacati

La Stampa racconta oggi la storia di una strana opposizione dei sindacati a una decisione della Synlab: le coppie di fatto iscritte nel registro comunale delle unioni civili possono usufruire dei permessi per decesso o grave infermità del partner, dell’aspettativa per gravi motivi familiari e del congedo matrimoniale di quindici giorni. Anche per quest’ultimo, oltre al caso di matrimonio omosessuale contratto all’estero, è sufficiente «l’iscrizione comprovata» nel registro delle unioni civili.

La Synlab è una multinazionale che opera nel settore medico (analisi di laboratorio e diagnostica) e in Italia ha circa 600 dipendenti, metà in Lombardia e il resto sparso in tutte le altre regioni, isole escluse. «Eravamo stanchi di essere considerati arretrati dai nostri colleghi degli altri Paesi – spiega Andrea Rube, direttore delle risorse umane e così abbiamo deciso di fare da soli, visto che da anni si fa un gran parlare di una legge sulle unioni civili, ma la politica continua a rinviarla». Infatti la premessa dell’accordo richiama l’evoluzione della società italiana e la necessità di riconoscere a tutti «pari dignità» evitando «qualsiasi forma di discriminazione».

Matrimoni egualitari e unioni civili, 2014 (l'Espresso)
Matrimoni egualitari e unioni civili, 2014 (l’Espresso)

Ma la decisione non ha trovato la firma dei sindacati:

Qualche mese fa l’azienda ha convocato i sindacati, proponendo un accordo in tal senso. Una metà dei lavoratori della Synlab è rappresentata dai confederali Cgil e Cisl, l’altra dagli autonomi Cobas e Cub. Eppure l’accordo sindacale porta solo la firma di Cobas e Cub. E gli altri? La Cisl ha detto che non è interessata all’argomento: «Con tutti i problemi che abbiamo in questo momento, non sembrava un argomento prioritario. Preferiamo attendere una legge nazionale alla quale ispirarci». Quanto alla Cgil, in ossequio alla sua anima di sinistra ha mostrato inizialmente adesione all’iniziativa. Poi è accaduto qualcosa di strano: i delegati si sono defilati. Probabile che siano insorte questioni interne. Commentando l’accordo, la Cgil ha accusato l’azienda di aver dato «un’accelerazione improvvisa e incomprensibile alla trattativa».