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I giardinieri invalidi assunti dal Comune di Roma

Ne hanno assunto una nuova batteria per fermare i crolli. Ma uno su tre non può svolgere le normali mansioni di giardiniere

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Il Messaggero racconta oggi in un articolo a firma di Lorenzo De Cicco i giardinieri invalidi assunti dal Comune di Roma. Per arginare i crolli record di pini e platani (+730% di incidenti dal 2016 al 2018), la giunta di Virginia Raggi ha appena ingaggiato una batteria di nuovi addetti del verde. Ma c’è un però:

Peccato che uno su 3, si scopre ora che i contratti sono stati firmati, sia invalido. Tradotto: non potrà svolgere le mansioni essenziali del mestiere. Arrampicarsi sui fusti pericolanti, salire sulle gru con la motosega per sfrondare i rami secchi, utilizzare gran parte delle attrezzature proprie della professione. Incombenze ordinarie per qualsiasi giardiniere che si occupi di pronto intervento, a maggior ragione a Roma, la città più verde d’Europa con 44 milioni di metri quadri di parchi, aiuole e alberi, spesso abbandonati all’incuria.

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La tragica situazione del verde a Roma (Il Messaggero, 25 settembre 2019)

Come si è arrivati al paradosso di assumere giardinieri invalidi?

Il pasticcio nasce dal bando del reclutamento. Per fare in fretta, data l’emergenza, non si è scelta la via del concorso, che avrebbe richiesto mesi, ma si è proceduto con le chiamate dai centri per l’impiego. Solo che il bando sfornato ha previsto l’ingaggio di semplici «operai generici», non «specializzati». Insomma l’esperienza contava poco o nulla, tanto meno nel giardinaggio, mentre la priorità è andata a chi aveva parametri economici bassi e condizioni disagiate calcolate nell’Isee.

Conseguenza: chi aveva qualche tipo d’invalidità è balzato ai primi posti della graduatoria. «È stata comunque fatta una prova di abilità», spiegano dal Comune. Dove però ammettono che i giardinieri con l’invalidità non potranno essere adoperati «per gli incarichi più delicati». Che faranno quindi? «Alcuni sono stati mandati a svuotare i cestini delle ville…», raccontano i colleghi sconsolati.

Difatti all’unità delle emergenze non è arrivato nemmeno uno dei nuovi assunti. E la battaglia ai crolli record? Sarà per un’altra volta.

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