Attualità

I Casamonica e la mappa della mafia a Roma

massimo carminati banda della magliana

Una serie di famiglie con legami criminali in alcuni casi cinquantennali. Alleate con le “nuove forze” della criminalità, che tradizionalmente si stabiliscono nelle località marittime fuori dal Raccordo Anulare prima di cominciare a espandersi in città a partire dalla zona Sud. La mappa della mafia a Roma è un sistema che lavora su due business principali: il traffico di droga e l’usura. E poi cerca di ripulire i ricavi attraverso gli investimenti in attività più o meno legali o coperture affidate a insospettabili. Parte integrante di questo sistema è la famiglia Casamonica, che ha cominciato a mettere radici criminali a Roma quando aveva rapporti con Ernesto Diotallevi e la Banda della Magliana e poi si è specializzata in altre zone, altri business e altri campi.

mappa mafia roma
La mappa della mafia a Roma (Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2015)

I CASAMONICA E LA MAPPA DELLA MAFIA A ROMA

I Casamonica allargano la loro influenza a partire da un quartiere. La Romanina, tra il 1970 e il 1990, “è stata progressivamente oggetto, dapprima, del trasferimento in blocco di numerose famiglie Rom (all’epoca ancora ritenute ”nomadi”) e, successivamente, della trasformazione in famiglie stanziali a tutti gli effetti, con insediamento definitivo nella zona e sostituzione dei residenti ”storici”, ossia le famiglie di operai ed impiegati che avevano dato il nome alla borgata (la Piccola Roma, appunto). La presenza di numerosi pregiudicati tra gli indagati e i consolidati legami con altri ambienti criminali, hanno consentito, con il passare del tempo la nascita di una vera e propria associazione a delinquere”. Un fenomeno criminale complesso, secondo il giudice Guglielmo Muntoni citato nel rapporto, “perché i Casamonica vengono deportati a Roma durante il fascismo, e si tratta di un gruppo enorme composto da diverse famiglie: i Casamonica, i di Silvio, i di Gugliemo, di Rocco e Spada, Spinelli. Si tratta di famiglie tutte strettamente connesse sulla base di rapporti fra capostipiti che si sono sposati con appartenenti alle varie famiglie. Si tratta almeno di un migliaio di persone operanti illegalmente a Roma”. Una ramificata organizzazione criminale che fa dello spaccio in un’area ad alta densità commerciale della città il proprio business abituale; “un’associazione in grado di realizzare un controllo capillare del territorio grazie ad una rete sofisticata di pusher e vedette, per lo più donne. Un’associazione di elevatissimo spessore criminale e che per anni ha monopolizzato il traffico di droga in un ampia zona di Roma”. “L’azione del clan Casamonica – Di Silvio – De Rosa – si è snodata nella zona della Romanina tra i quartieri Appio – Tuscolano, Cinecittà e Anagnina, dal 2009 in avanti – scrive il gup del Tribunale di Roma Simonetta D’Alessandro nella sentenza 13000/10 del 26 gennaio 2013 – Si tratta di uno dei gruppi malavitosi più potenti e radicati del Lazio, i cui affiliati dichiarano in forma costante, quasi indefettibile, un reddito inferiore alla soglia di povertà, ma vivono in ambienti protetti da recinzioni, videocamere, vigilanza armata”.
 
GLI AFFARI A SUD DI ROMA E I LEGAMI CON LE ALTRE REALTÀ CRIMINALI
Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi una mappa sulla criminalità romana e sui legami tra le varie famiglie nella spartizione del territorio, con i clan e le famiglie attive in città e i legami con la ‘ndrangheta, la camorra, la Sacra Corona Unita e Cosa Nostra. Spiega Roberto Gallullo che il presidente del tribunale per le misure di prevenzione di Roma, Guglielmo Muntoni, ha spiegato la natura e la costruzione dei rapporti familiari tra criminali nella Capitale: «Si tratta di un fenomeno criminale complesso perché si tratta di un gruppo enorme composto da diverse famiglie: Casamonica, Di Silvio, Di Gugliemo, Di Rocco, Spada, Spinelli. Si tratta di famiglie tutte strettamente connesse sulla base di rapporti fra capostipiti che si sono sposati con appartenenti alle varie famiglie. Si tratta almeno di un migliaio di persone operanti illegalmente a Roma».

Roma, Lazio e Campania sono poli di attrazione irresistibili per questa famiglia che fa dei quartieri capitolini Tor Bella Monaca, Appio-Tuscolano, Cinecittà, Anagnina, Romanina, Quadraro il proprio punto di forza. Da qui però ha esteso investimenti e affari anche ai Castelli e sul litorale laziale (Grottaferrata, Albano e Ostia), oltre che nelle province di Latina, Frosinone, Napoli e Caserta dove i contatti con la camorra vanno e vengono, come del resto quelli che nel corso degli anni ha intrecciato con i ras (prima) e i reduci (poi) della Banda della Magliana. L’attrazione fatale dei Casamonica è però la ‘ndrangheta. Sono diverse le testimonianze dei rapporti con le cosche Molè e Piromalli, quest’ultimo, economicamente, tra le più potenti d’Italia. Nel 2006 l’operazione Cent’anni di storia della Procura di Reggio Calabria evidenziò le mire (non andate a buon fine) della famiglia Casamonica sul porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria).
«Dopo quasi due anni di trattative e contatti – si legge da pagina 866 del fermo di indiziati di delitto e sequestro preventivo d’urgenza – la cooperativa All Services è saldamente entrata nella disponibilità della cordata “romana” facente capo all’imprenditore Pietro D’Ardes, il quale, legato al clan dei Casamonica di Roma, è riuscito a penetrare nell’area portuale di Gioia Tauro, avvalendosi del patto contratto con la potente famiglia mafiosa degli Alvaro e grazie al “via libera” concesso dai Piromalli. La strategia utilizzata da tale gruppo per inserirsi all’interno del porto di Gioia Tauro è stata oggetto di accurata programmazione ed ha quindi trovato esecuzione in diverse fasi. La cooperativa gioiese, l’unica, tra l’altro, che opera in diretta concorrenza con il colosso Mct nel settore del trasbordo dei containers, offrendo anche, in esclusiva, servizi di movimentazione di numerose merci, negli anni passati godeva buona salute economica, con utili di un certo rilievo. Gli interventi e le interferenze da parte del D’Ardes e dei suoi soci hanno dapprima comportato l’azzeramento societario di una cooperativa in espansione, garantendone successivamente l’acquisizione a un prezzo ben al di sotto del suo effettivo valore».

 
I PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI NEI CONFRONTI DELLA FAMIGLIA CASAMONICA
Dal 2010 ad oggi, la Polizia di Stato, in particolare la Squadra Mobile della Questura di Roma ha eseguito, nei confronti del clan Casamonica e personaggi ad esso collegato, 62 provvedimenti di custodia cautelare a seguito di indagini. In tali circostanze sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per oltre 3 milioni di Euro. In particolare. Il 22 settembre 2010 : ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma in data 15.9.2010 nei confronti di 11 persone, tra cui Guerino Casamonica, detto Marco, di anni 35 per reati contro il patrimonio. Il 24 gennaio 2012: ordinanza di custodia cautelare a carico di 39 componenti dei Casamonica [congiuntamente al Gruppo Carabinieri di Frascati] ritenuti affiliati ad una organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con contestuale sequestro di beni mobili e immobili (civili abitazioni e terreni) per un valore di circa 3 milioni di euro. In particolare sono state sequestrate 16 abitazioni, 36 autovetture e 90 conti correnti bancari. Sempre nel 2012, il 2 aprile: ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Pasquale Casamonica, detto “Rocky”, 27 anni, Salvatore Casamonica, detto “Andrea” 27 anni, Damiano Coccia,27 anni e Concetta Casamonica, 44 anni, indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il 20 marzo 2015: ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti 8 persone, componenti del clan Casamonica o affiliate a esso, ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di estorsione aggravata e usura nei confronti di esercenti attività imprenditoriali site in questa Capitale, con numerosi sequestri di beni, segnatamente vetture di alta gamma, preziosi vari, denaro. Nello stesso periodo, personale del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri ha eseguito misure cautelari e/o arresti nei confronti di 55 persone appartenenti alla famiglia Casamonica per vari reati, prevalentemente di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e usura. Al riguardo si citano, tra i tanti, gli interventi più recenti eseguiti dai reparti del Comando Provinciale Carabinieri di Roma: 12 novembre 2014: ordinanza di custodia cautelare, nell’ambito dell’indagine Vulcano del Nucleo Investigativo CC di Frascati, nei confronti di Antonietta Casamonica, 41 anni, Angelo Spada, 54 anni, Domenico Spada, 35 anni, Antonietta Spinelli, 34 anni, per reati di usura, con contestuale sequestro preventivo di beni immobili; 15 novembre 2014, fermo di indiziato di delitto di Guerino Casamonica, 45 anni, per tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da fuoco; 10 febbraio 2015: ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma, nell’ambito dell’indagine Tulipano, di Ferruccio Casamonica, 65 anni per estorsione. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, nel maggio del 2013, ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 1.450.000 euro, confiscati a Raffaele Casamonica, di anni 55, membro dell’omonimo clan, già condannato per i reati di usura, con tassi di interesse superiori al 150%, ed estorsione. Confiscati e, quindi, entrati nella piena disponibilità dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati: 5 terreni in Roma (località Valle Cupella); 5 unità immobiliari in Roma (una abitazione sita in località Valle Cupella); 3 garage/box e n. 1 magazzino siti in via Leopoldo Micucci); 6 autovetture (una Ferrari Spider, 3 Fiat 500, 2 Volkswagen Golf); 7 rapporti finanziari (provviste finanziarie totali per 260.000 euro circa).