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Gli scontri tra vigili e Rom a La Rustica

centro la rustica rom

«Ho la città che mi sta esplodendo sotto le mani. Ieri ho avuto un altro avvertimento bruttissimo: è stato dato alle fiamme un centro d’accoglienza ed era uno di quelli che stavo chiudendo, poiché versava in condizioni, innanzitutto igieniche, terribili. Sto vivendo una situazione molto difficile»: dopo il rogo – a quanto pare doloso – al centro d’accoglienza di via Amarilli a La Rustica descrive così la situazione a Roma  l’assessore capitolino alle Politiche sociali Francesca Danese, partecipando questa mattina al convegno “La mafia non abita qui!”, promosso da Uniat Lazio, secondo quanto riporta l’agenzia Omniroma. E l’assessore evidentemente non era ancora a conoscenza della rissa scoppiata tra i vigili e gli abitanti della struttura in mattinata.
 
GLI SCONTRI TRA VIGILI E ROM A LA RUSTICA
Secondo quanto racconta la polizia municipale sei agenti andati oggi per la bonifica del campo sono stati aggrediti con scope e bastoni, e qualcuno avrebbe persino aizzato i cani: i vigili si sono difesi con lo spray al peperoncino, colpendo anche involontariamente una bambina. Completamente opposta quella dell’Associazione Nazione Rom:

Bambini e donne di etnia Rom sono stati aggrediti dal Vice Comandante della Polizia Municipale di Roma Capitale Antonio di Maggio all’interno del centro di Via Amarilli a La Rustica. E’ quanto sta accadendo all’interno della struttura di accoglienza distrutta da un incendio, di probabile natura dolosa, la notte del 29 marzo 2015.
Le famiglie rom, i bambini e le donne dopo aver trascorso la seconda notte consecutiva dormendo in terra, con a disposizione soltanto una coperta, davanti alla struttura distrutta dalle fiamme, questa mattina hanno subito una selvaggia aggressione da parte degli uomini della Polizia Municipale diretta dal Vice Comandante Antonio di Maggio. Sono stati esplosi colpi di arma da fuoco che fortunatamente non hanno raggiunto nessuno, picchiate alcune donne, usato spray al peperoncino sugli occhi dei bambini. Le famiglie hanno immediatamente richiesto l’intervento di autoambulanze per soccorrere i feriti.

Prima di arrivare al parapiglia generale, i vigili, a quanto riferisce Di Maggio, avevano chiesto al gruppo di persone di etnia rom presenti nel centro di accglienza questa mattina di rimuovere i furgoni per consentire il passaggio dei mezzi necessari alla bonifica. «Queste persone si sono opposte mostrando resistenza e violenza a pubblico ufficiale e volevano occupare nuovamente il centro», ha detto Di Maggio. Così, i vigili hanno proceduto alla richiesta dei documenti, poi gli scontri, in seguito ai quali alcune persone sono fuggite e altre sono state arrestate.


L’ACCUSA DELL’ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO
Dopo la tensione di questa mattina, i 103 nomadi del centro di accoglienza di via Amarilli, a La Rustica, «ora sono tutti in strada, qualcuno seduto in macchina, in attesa di una risposta. Le persone da due notti sono in mezzo alla strada, ci sono due donne incinte e persone dializzate» denuncia Carlo Stasolla, presidente dell’associazione 21 Luglio, con l’agenzia di stampa DIRE. «Qui- racconta Stasolla – si ripropone l’inadeguatezza di un’amministrazione che ancora non ha un piano sui Rom e che, quindi, ogni volta che succede qualcosa fuori dall’ordinario ricade nell’emergenza, come in questo caso. A rimetterci sono i contribuenti e i nomadi. C’è esasperazione, c’è assenza istituzionale e mancanza di un piano». L’assessore alle Politiche sociali Francesca Danese «aveva annunciato che ad aprile la struttura avrebbe chiuso- prosegue- quali sono le alternative messe in campo? La gente qui è abbandonata a se stessa». Di fronte a tutto ciò «l’unica proposta arrivata dal Comune di Roma è quella delle divisione dei nuclei familiari, uomini da una parte e donne e bambini dall’altra- conclude il presidente dell’associazione 21 Luglio- una proposta che è stata inventata dall’allora vicesindaco Sveva Belviso con lo scopo di esasperare la persone, dando però all’esterno il messaggio che è stata data un’alternativa alle persone. Dobbiamo denunciare la situazione di gravissimo abbandono istituzionale e l’assenza di adeguate risposte delle istituzioni».