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Giulio Tremonti indagato: tangente da Finmeccanica?

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Una supertangente da 2,4 milioni di euro per lo studio di commercialisti che faceva capo a Giulio Tremonti all’epoca in cui lui era superministro dell’Economia del governo Berlusconi. Il commercialista valtellinese ha ricevuto ieri un avviso di garanzia, di cui parla oggi Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera.
 
GIULIO TREMONTI E LA TANGENTE PER FINMECCANICA
Tutto parte dal lontano luglio 2008. All’epoca Finmeccanica, controllata dal Tesoro, vuole acquistare una società statunitense chiamata DRS e fornitrice del Pentagono per la bella cifra di 3,4 miliardi di euro. Il ministero è contrario, ma dopo, a quanto pare, cambia idea. E quel dopo coincide in modo sospetto con una parcella di 2,4 milioni di euro pagata allo studio Vitali, Romagnoli, Piccardi e associati proprio da Finmeccanica nel marzo 2009. «Una tangente che sarebbe stata veicolata dietro lo schermo di una parcella professionale liquidata da Finmeccanica,
a saldo di una apparente consulenza sui profili fiscali appunto dell’acquisizione dell’americana «Drs», allo studio tributaristico «Vitali Romagnoli Piccardi & Associati», dal quale il fondatore Tremonti era formalmente uscito essendo divenuto ministro e di cui oggi è di nuovo socio», spiega il Corriere della Sera sui sospetti della procura.

È quanto prospetta la Procura di Milano nell’indagare, per l’ipotesi di reato di corruzione,l’ex ministro Tremonti; uno dei suoi soci commercialisti di studio, Enrico Vitali; l’ex presidente di Finmeccanica (dal 2002 al 2011 con buonuscita di 5,5 milioni) Pierfrancesco Guarguaglini, prosciolto nel 2013 dopo essere stato indagato a Roma nel 2011 per false fatturazioni, reindagato a Roma per false fatturazioni nell’indagine sui bus, e nel marzo scorso anche a Napoli in una indagine sul sistema di tracciamento dei rifiuti «Sistri» nella quale il gip ha respinto la richiesta di arrestarlo;e Alessandro Pansa, l’ex direttore finanziario di Finmeccanica uscito 6 mesi fa con «un’indennità compensativa» di 5,4 milioni dopo che per la presidenza gli è stato preferito l’ex ad di Fs Mauro Moretti.

Ora gli atti vanno al tribunale dei ministri, mentre per 15 giorni la procura si dovrà astenere dalle indagini mentre l’ente dovrà pronunciarsi entro 90. In attesa, gli indagati potranno presentare memorie difensive. Tremonti in aprile ha patteggiato a Roma 4 mesi, convertiti in 30 mila euro di pena pecuniaria e 10 mila di multa, per finanziamento illecito legato all’affitto di una casa messagli a disposizione dal suo ex consigliere Marco Milanese.