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Giallo rafforzato? I divieti e le chiusure in Italia dopo Pasqua

Italia in giallo rafforzato: è questa l’ipotesi che si discute in queste ore e che verrà affrontata dalla cabina di regia sull’emergenza Coronavirus convocata oggi dal presidente del Consiglio Mario Draghi che discuterà del nuovo decreto Covid. Quali sono i divieti?

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Italia in giallo rafforzato: è questa l’ipotesi che si discute in queste ore e che verrà affrontata dalla cabina di regia sull’emergenza Coronavirus convocata oggi dal presidente del Consiglio Mario Draghi che discuterà del nuovo decreto Covid. Quali sono i divieti?

Giallo rafforzato: i divieti e le chiusure in Italia dopo Pasqua

L’ipotesi che prevale tra i ministri “rigoristi” è quella di prolungare le restrizioni attuali oltre Pasqua. Anche se Salvini, e con lui Forza Italia, premono per le riaperture. “Lavoriamo perché aprile sia il mese della rinascita, delle riaperture, del rilancio – dice il leader della Lega -. Il sostegno più efficace è il ritorno al lavoro: gli italiani hanno tenuto duro un anno, si meritano il ritorno alla vita”. Spiega La Stampa:

Il partito degli aperturisti chiede invece il ritorno all’Italia tricolore, ripristinando anche le misure più blande della fascia gialla. O le riaperture totali di quella bianca, se qualche regione tornasse ad avere i numeri per entrarvi. Il programma prevede anche l’apertura di cinema, teatri e musei nelle aree gialle, ma Forza Italia e il Carroccio puntano soprattutto al bersaglio grosso: abrogare il parametro dei 250 mila casi settimanali ogni 100 mila abitanti, che ha fatto andare in lockdown più di mezza Italia

Cosa prevederebbe il giallo rafforzato? Bar e ristoranti aperti, ma solo fino alle 15.00 per evitare il “rischio aperitivo”. In zona rossa parrucchieri e barbieri potrebbero tornare ad alzare le serrande. Ma le restrizioni durante i weekend rimarrebbero attive: per un altro mese durante il sabato e la domenica l’Italia sarebbe ancora zona rossa, con misure ancora più stringenti per il weekend del primo maggio per cui sarebbe previsto un vero e proprio lockdown, scrive il Corriere:

Per il decreto che sarà in vigore dal 7 aprile i ministri che sostengono la linea del rigore chiedono ancora un mese di divieti eliminando la fascia gialla. Ma difficilmente la loro istanza potrà essere accolta. In quelle aree dove i numeri dei contagi sono più bassi si pensa di far riaprire bar e ristoranti a pranzo ma solo fino alle 15 o alle 16, in modo da evitare l’orario dell’aperitivo

Per quanto riguarda gli spostamenti con l’ipotesi giallo rafforzato, spiega il Messaggero, non cambierà praticamente niente:

Con la proroga (e forse l’inasprimento) delle misure in arrivo, resteranno in vigore tutti i divieti relativi agli spostamenti. Per cui l’obbligo di autocertificare gli spostamenti in zona rossa o di circolare solo all’interno del proprio comune in arancione. Proprio come ora sarà sempre consentito raggiungere le seconde case (con le limitazioni note relative al possesso e al nucleo familiare), ma non di far visita ad amici e parenti una volta al giorno. Questa è una possibilità concessa solo il 3,4 e il 5 aprile.

Tutto dipenderà dalla situazione epidemiologica.  L’ultimo monitoraggio di Fondazione Gimbe nella settimana 17-23 marzo registra “un lieve decremento dei nuovi casi (-4,8%)”. “Nel pieno della terza ondata – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si intravedono i primi segnali di miglioramento: dopo quattro settimane consecutive si inverte il trend dei nuovi casi settimanali e si riduce l’incremento percentuale dei nuovi casi”. Tuttavia, il dato nazionale risente di situazioni regionali molto eterogenee – avverte il report – infatti, in 10 Regioni l’incremento percentuale dei nuovi casi è ancora in crescita e in 14 Regioni si amplia il bacino dei casi attualmente positivi. “Per la maggior parte delle Regioni – spiega Cartabellotta – è evidente la netta correlazione tra variazione percentuale dei nuovi casi e il colore delle Regioni di 3 settimane fa”. Infatti, nella maggior parte di quelle che erano in zona rossa o arancione o avevano comunque attuato rigorose restrizioni mirate, “la variazione percentuale dei nuovi casi è in riduzione: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Molise, nelle province autonome di Bolzano e Trento, Umbria – sottolinea il report – Viceversa, lo stesso dato è in aumento in Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto, che 3 settimane fa erano in area gialla o bianca. La situazione di Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana è di più difficile interpretazione, dimostrando che altri fattori (ad esempio intensità dell’attività di testing, rispetto delle misure individuali) influenzano la curva dei contagi”.