Attualità

Francesco Aiello: il candidato M5S in Calabria e la villetta abusiva a Carlopoli

francesco aiello villa carlopoli

Francesco Aiello, docente all’università della Calabria, è il candidato del MoVimento 5 Stelle nella regione. E anche lui ha un problema con una casa: la sua villetta è stata dichiarata parzialmente abusiva e in parte da abbattere, ma è ancora in piedi a Carlopoli, in provincia di Catanzaro, nonostante Tar e Consiglio di Stato abbiano condannato il professore e il fratello a demolire un piano.

Francesco Aiello: il candidato M5S in Calabria e la villetta abusiva a Carlopoli

Alessia Candito su Repubblica racconta che la storia ha radici antiche – siamo alla fine degli anni Ottanta – addirittura a quando mamma e papà Aiello hanno deciso di tirarla su. E si sono fatti prendere la mano, andando ben oltre la cubatura prevista:

Quando l’anno dopo il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, arrivato scortato dalle forze dell’ordine, ha certificato volumetrie più che doppie e una destinazione d’uso completamente diversa da quella prevista nel piano di lottizzazione, l’hanno ignorato. Lo stesso hanno fatto negli anni successivi con l’ordinanza di demolizione e il verbale di inottemperanza notificato un anno e mezzo dopo. Risultato, la casa è per lo più abusiva – ci sono un piano interrato e il secondo in più e il corpo principale è grande quasi il doppio del previsto – ma è rimasta là. Solo dopo quattro anni – è il ’99 e la questione si trascina da un decennio – in Comune si ricordano di quella pratica rimasta in sospeso.

francesco aiello villa carlopoli

L’amministrazione avvia la procedura per la revoca della concessione edilizia e improvvisamente anche in casa Aiello ci si ridesta. Non per mettere le cose a posto, ma per bloccare l’iniziativa del Comune con un ricorso al Tar. In attesa dell’esito della richiesta di condono, si spiega. Ma va male, malissimo, perché l’istanza viene respinta. E anche la richiesta di sanatoria viene accettata solo con lo sconto. Traduzione, il corpo principale viene “graziato” nonostante la palese obesità rispetto a quanto previsto, ma seminterrato e primo piano – dice la sentenza – devono essere demoliti.

Dopo un appello gli Aiello riescono ad ottenere è che si butti giù “solo” il secondo piano e giusto perché smantellando il seminterrato verrebbe giù tutto l’edificio. Così ha stabilito il perito, che su incarico dei giudici ha studiato il caso e depositato la propria relazione un anno fa. Ma nulla si è mosso, la villetta è ancora lì e nessuno si è disturbato a togliere neanche una tegola. “Ho letto la notizia e aspetto chiarimenti”, dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

EDIT ORE 14,07: “Rispondo con serenità alle accuse di abusivismo edilizio rivoltemi il giorno successivo all’accettazione della candidatura a governatore della Calabria con il Movimento 5 Stelle”. Lo afferma, in una nota, Francesco Aiello, candidato M5S alla presidenza della Regione Calabria. “Vengo additato – precisa Aiello, ordinario di Politica economica nell’Università della Calabria – per una casa che non ho realizzato io. Inoltre mi si rimprovera di non averla ancora demolita. Nello specifico non c’è alcun ordine di demolizione da parte della giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), che ha invece stabilito che debba essere il Comune di Carlopoli a scegliere quale provvedimento applicare. Negli anni ’80 – racconta Aiello – furono i miei genitori a costruire il fabbricato in questione, con una volumetria superiore rispetto a quanto consentito dalle norme. A distanza di quasi 40 anni e proprio quando decido di mettermi a servizio della mia gente e della mia terra, mi viene dunque attribuita una responsabilità che non ho”.

“Ai tempi – continua Aiello – un vicino inizio’ a produrre esposti per via della volumetria maggiorata, aspetto che mio padre aveva pensato di sanare acquistando, negli anni ’90, un terreno adiacente per asservirlo al fabbricato. Cominciai a occuparmi del caso – sottolinea il candidato governatore dei 5 Stelle – nel 2012. All’epoca mio padre soffriva di Parkinson e io dovetti assisterlo nel suo drammatico declino, successivo alla scomparsa prematura di mio fratello Domenico. Da allora ad oggi, da figlio mi sono trovato mio malgrado davanti a questo problema, che tutti i tecnici interessati avevano suggerito di risolvere utilizzando il terreno comprato da mio padre per asservirlo alla casa esistente. Le sentenze della magistratura amministrativa dicono che e’ il Comune di Carlopoli a dover indicare la strada alternativa. Nel merito l’ente non si e’ ancora pronunciato, benche’ sollecitato dal Tar della Calabria. Sto allora attendendo – sottolinea Aiello – l’ultima parola, che spetta al Comune. Pertanto nel merito ho agito correttamente: non ho imposto nulla, non ho condizionato nessuno e sto pazientemente aspettando di conoscere la decisione per un fatto che non ho commesso io. Ho voluto chiarire questa storia – conclude Aiello – per fermare lo sciacallaggio gia’ partito contro la mia persona e in primo luogo per dovere di coscienza e di trasparenza rispetto all’opinione pubblica e soprattutto ai calabresi. Mi auguro – conclude – che in questa campagna elettorale nessuno ripudi il buon senso e il ragionamento, fondamentali nella vita pubblica e in quella di ciascuno”.

Leggi anche: La figuraccia di Lucia Borgonzoni sul MES