Economia

La Flat Tax allarga il divario dipendenti-autonomi

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La Flat Tax conviene. Un professionista con compensi annui di circa 64mila euro pagherà 10.200 euro di imposte in meno rispetto a un lavoratore dipendente con un reddito analogo e due figli a carico. Una differenza di 850 euro al mese. E il risparmio è netto anche in rapporto a un titolare di partita Iva in tassazione ordinaria: 5.300 euro in meno, cioè 440 euro al mese. Il Sole 24 Ore pubblica oggi un’infografica di Andrea Dili, Coordinatore dell’Assemblea dei presidenti delle Delegazioni regionali di Confprofessioni che spiega come cambia la forbice su tassazione e reddito disponibile:

Per un lavoratore single che guadagna 30mila euro l’anno, il tax rate (tra Irpef e addizionali) è di 4.260 euro più alto rispetto a un professionista nel forfettario con un reddito analogo, cui corrispondono compensi di poco più di 38mila euro. Anche se il dipendente ha due figli a carico, il divario scende solo a 2.880 euro. È una differenza ampia e, per alcuni osservatori, non del tutto giustificata neppure considerando l’esclusione del rischio d’impresa. Di fatto, al nostro dipendente servono altri bonus, ad esempio legati ai lavori in casa: in particolare, per raggiungere la parità di prelievo, dovrebbe aver investito 57mila euro per ristrutturazioni.

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Flat tax: i calcoli del Sole 24 Ore (27 dicembre 2018)

Nel caso degli autonomi e degli imprenditori, la possibilità di arrivare a un tax rate inferiore di quello previsto dal forfettario dipende – oltre che da deduzioni e detrazioni personali dalle spese legate alla propria attività (che sono deducibili in via analitica al di fuori del forfait). Ma, specialmente per i professionisti, è facile che i costi effettivi siano inferiori al 22% dei compensi già riconosciuto dal forfait. Si spiega anche così il fatto che nei primi nove mesi di quest’anno abbiano scelto il regime forfettario quattro nuove partite Iva su dieci (il 39,7%, cioè 160.851 contribuenti).

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