Economia

Equitalia, la storia dei 767 dirigenti illegittimi: le cartelle sono valide

«Non si intravedono rischi di invalidità di avvisi di accertamento e delle cartelle esattoriali emesse, tantomeno possono ipotizzarsi vuoti di potere per il principio per cui occorre individuare in ogni momento una autorita’ con la funzione di decidere e provvedere»: questo dice il ministro Pier Carlo Padoan, nel corso del Question time alla Camera, rispondendo a una interrogazione del M5s sulla vicenda delle promozioni dei dirigenti dell’Agenzia delle entrate che sono state giudicate illegittime dalla Consulta.
 
LA STORIA DEI 767 DIRIGENTI ILLEGITTIMI
 
Nei giorni scorsi una sentenza  dela Consulta infatti ha dichiarato illegittimi e annullato le nomine di 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate che erano stati assunti senza concorso.  La Consulta, con la sentenza, ha dichiarato illegittime le norme del decreto 16/2012 che autorizzavano Agenzia delle dogane, Agenzia delle entrate e Agenzia del territorio ad attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con contratti di lavoro a tempo determinato: la durata era legata al tempo necessario a indire i concorsi, ma è stata seguita da proroghe ‘bocciate’ dalla Corte. Secondo Adusbef e Federconsumatori la sentenza della Consulta infatti offriva “la possibilità a decine di migliaia di cittadini vessati dal Fisco, di poter ricorrere in giudizio per ottenere l’annullamento delle cartelle esattoriali” partite al termine di accertamenti firmati appunto da quei dirigenti, e intanto annunciano di aver già richiesto l’accesso ai nominativi dei “767 dirigenti delle Entrate (430 quelli delle Dogane e del Territorio)”.
 
COSA DICE PADOAN
«L’affidamento di incarichi a funzionari si è rivelato uno strumento necessario per far fronte alle carenze di organico delle agenzie fiscali”, vista la loro “attività spiccatamente operativa”, prosegue il ministro. “L’intervento della Corte Costituzionale non pregiudica la funzionalita’ dell’Agenzia che non è condizionata dalla validita’ degli incarichi” e “quanto alla validità degli atti e’ assicurata da regole organizzative interne che prevedono la possibilita’ di ricorrere alla delega anche a funzionari per l’adozione di atti a competenza dirigenziale”. A conforto di cio’, spiega Padoan, “la Corte Costituzionale richiama una consolidata giurisprudenza della Cassazione che giudica sufficiente, ai fini della validita’ dell’atto tributario, la provenienza dell’ufficio in quanto idoneo a esprimere la volonta’” stessa dell’atto. Quanto al futuro, conclude, “si stanno valutando soluzioni possibili per assicurare piena funzionalita’ all’operato delle agenzie fiscali”.