Economia

L'emergenza siccità in Italia e le norme contro lo spreco di acqua

La siccità sta stringendo in una morsa l’Italia e si cerca di correre ai ripari. Ieri è arrivata una dichiarazione di stato di emergenza per il territorio delle province di Parma e di Piacenza: lo ha deciso il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Paolo Gentiloni. In quelle aree la crisi idrica in atto è dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili.

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L’emergenza siccità in Italia (Corriere della Sera, 23 giugno 2017)

L’emergenza siccità in Italia e le norme contro lo spreco di acqua

In alcune zone tra le due province emiliane, c’è bisogno delle autobotti messe a disposizione dal governo – insieme a 8 milioni e 600mila euro per fronteggiare l’emergenza – anche per garantire l’acqua potabile. D’altronde il calo delle precipitazioni è arrivato al 50% rispetto alla media, mentre la falda acquifera è agli sgoccioli: è al di sotto di 1,26 metri. In Toscana il presidente della Regione Enrico Rossi ha firmato la dichiarazione di stato d’emergenza il 16 giugno. Preoccupano l’Autorità idrica toscana i bacini della Lunigiana. I terreni aridi, poi, rischiano di favorire gli incendi: il 20 giugno i vigili del fuoco sono intervenuti 72 volte in Maremma. Sulla stessa scia, la Sardegna ha chiesto al ministro Martina la dichiarazione dello stato d’emergenza.

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L’Italia senza acqua e l’emergenza siccità (La Repubblica, 23 giugno 2017)

A Roma la sindaca Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza per regolamentare l’uso dell’acqua potabile, proveniente dalla rete idrica comunale gestita da Acea Ato 2. Il provvedimento, in linea con quello già adottato da altre amministrazioni comunali del territorio laziale, fa riferimento all’uso dell’acqua per scopi diversi da quelli domestici. L’ordinanza, in vigore fino a settembre, mira soprattutto a preservare il livello delle acque del lago di Bracciano.

L’Italia senz’acqua

L’ordinanza stabilisce di limitare l’uso dell’acqua per annaffiare orti e giardini, riempire piscine, lavare auto. Il provvedimento affida alla polizia locale e ai tecnici di Acea Ato2 il controllo degli sprechi. La tabella pubblicata sul sito di Acea Ato2 riguardo il lago di Bracciano informa che a giugno sono stati captati 1.600 litri al secondo, a luglio ne verranno captati 1.800, ad agosto 800, a settembre 1.600. Anche nel Lazio, in alcuni comuni la Regione ha autorizzato a partire da oggi e sino al 31 dicembre 2017, un maggiore prelievo idrico alle sorgenti Pertuso. Luca Mercalli sulla Stampa di oggi spiega che le cose cambieranno dalla prossima settimana:

La buona notizia è che domenica dovrebbe cominciare ad andare meglio quanto meno sulle alte pianure del Nord, con un paio di gradi in meno, poi tra lunedì e martedì l’arrivo di una perturbazione temporalesca atlantica dovrebbe riportare non solo le temperature su valori finalmente più normali, attorno a 30 °C, ma anche i rovesci di pioggia così attesi dagli agricoltori.
Non è detto che ce ne sia per tutti, data la natura irregolare dei temporali, e qua e là i fenomeni potrebbero essere anche intensi e dannosi per effetto di grandine e vento forte, come spesso accade al termine di periodi di forte calura. Al Centro e soprattutto al Sud invece il gran caldo insisterà ancora all’inizio della prossima settimana, con valori perfino vicini o superiori a 40 °C in Sardegna, Sicilia orientale e Puglia.

In Piemonte il settore della Protezione civile e Sistema antincendi boschivi dispone da oggi lo stato di massima pericolosità su tutto il territorio regionale. Intanto la Coldiretti lancia l’allarme fieno: con le precipitazioni praticamente assenti a giugno dopo mesi molto siccitosi manca l’elemento primario per l’alimentazione degli animali nelle aree terremotate caratterizzate da una consistente presenza di allevamenti. E le elevate temperature di questi giorni non danno tregua, tanto che per sabato sono previste ondate di calore da bollino rosso, il massimo della scala dei valori, in cinque citta’: Bolzano, Brescia, Bologna, Perugia e Torino.