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Elin Ersson: l’attivista che ha impedito la deportazione di un richiedente asilo afghano

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L’Afghanistan non è un paese sicuro. La guerra iniziata nel 2001 per dare la caccia a Bin Laden e ai talebani non è ancora finita. Eppure per i governi europei l’Afghanistan è un paese sicuro, dove  in base al Joint way forward on migration iussues between Afghanistan and Eu gli stati membri dell’Unione Europea possono legittimamente emanare provvedimenti di espulsione e di rimpatrio nei confronti dei richiedenti asilo.

Perché l’Europa rimpatria i cittadini afghani?

Non è una novità che anche i paesi europei tradizionalmente considerati più “accoglienti” come ad esempio Germania e Svezia stiano procedendo alle espulsioni di decine di cittadini afghani e che ci sia stato un giro di vite sulla concessione dello status di rifugiato. Questo nonostante in Afghanistan gli attentati e gli attacchi terroristici, che colpiscono soprattutto la popolazione civile, siano all’ordine del giorno. La situazione ha degli aspetti crudeli e grotteschi, come il tweet del ministro dell’Interno Seehofer che si vanta di aver deportato 69 cittadini afghani per festeggiare il suo sessantanovesimo compleanno. Per la cronaca una di quelle persone, un ragazzo di 23 anni arrivato in Germania otto anni fa si è suicidato non appena atterrato a Kabul.

Da tempo in Svezia è nato un movimento di protesta composto da cittadini svedesi che si oppongono alle deportazioni e ai rimpatri. Elin Ersson è una studentessa e attivista 21enne che fa parte di quel movimento e il 23 luglio ha bloccato – da sola – un volo in partenza da Goteborg e diretto a Istanbul sul quale era a bordo anche un ragazzo di origine afghana “espulso” dal paese.

L’attivista che rifiuta di sedersi e blocca la deportazione di un cittadino afghano

Durante una diretta su Facebook la Ersson aver acquistato un biglietto per il volo Goteborg-Istanbul dopo che lei e altri attivisti erano venuti a conoscenza che su quell’aereo sarebbe stato trasportato il cittadino afghano espulso dalle autorità svedesi.

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Secondo quanto scritto dalla Ersson su Facebook è “perfettamente legale” alzarsi in piedi prima della partenza e rifiutarsi di sedersi per impedire al pilota di procedere con le manovre per il decollo. La polizia svedese però non sembra essere della stessa opinione e la Ersson rischia una denuncia, una multa e forse addirittura un processo. Dopo l’azione di protesta la deportazione è stata sospesa, il cittadino afghano è stato fatto scendere e sarà probabilmente rimpatriato nei prossimi giorni.

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