Economia

Ecobonus fino al 2024

Ecobonus 110% prorogato fino al 2024 come il Sismabonus. La proposta di prolungare le due misure arriva dal MISE e «potrebbero essere estese per il periodo 2022-2024, con riserva di ulteriore proroga». I

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Ecobonus 110% prorogato fino al 2024 come il Sismabonus. La proposta di prolungare le due misure arriva dal MISE e «potrebbero essere estese per il periodo 2022-2024, con riserva di ulteriore proroga». I fondi necessari per confermare gli incentivi fiscali per le case arriverebbero dal Recovery fund, con uno stanziamento di 30 miliardi. Ma il piano per usare i fondi europei prevede ad esempio anche la decarbonizzazione dell’ILVA e una serie di incentivi per il reshoring, il ritorno in Italia delle aziende che avevano delocalizzato all’estero. Spiega il Corriere:

E l’estensione potrebbe essere possibile grazie al Recovery fund, il piano europeo di aiuti che solo per questa voce metterebbe a disposizione 30 miliardi di euro. Per il momento si tratta solo di una proposta del ministero dello Sviluppo economico. L’elenco vero e proprio dei progetti da finanziare con i 209 miliardi di euro messi a bilancio da Bruxelles, il governo lo presenterà solo a gennaio. E prima di allora ci sono tanti passaggi che potrebbero cambiare le carte in tavola. Ma l’estensione del due bonus è una delle misure che nei giorni scorsi il ministero guidato da Stefano Patuanelli ha inviato al ministero per gli Affari europei, che coordina il tutto. Nella scheda del progetto si sottolinea come «il periodo più ampio darebbe più stabilità ed efficacia anche alla misura già vigente e incoraggerebbe nuovi investimenti da parte degli operatori di mercato». E si ipotizza anche una stima sugli effetti, «con un tasso di intervento di circa l’i% l’anno della superficie complessivamente occupata».

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Altre proposte in campo sono l’intelligenza artificiale nella produzione industriale e non solo, un progetto per mettere a regime l’utilizzo del blockchain, il registro digitale non modificabile, per la tracciabilità dei prodotti made in Italy. E anche 35o milioni di euro per arrivare alla costruzione del deposito unico per i rifiuti radioattivi.