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Il prete che fa il saluto romano non è un cattolico

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Orlando Francesco Amendola non è un sacerdote cattolico. A precisarlo è il portavode della Diocesi di Milano, don Davide Milani che spiega che il prete che fa il saluto romano durante la commemorazione del quarantennale della morte di un ex militante neofascista di Avanguardia Nazionale non è un sacerdote della Chiesa Cattolica. Anche noi su neXt lo avevamo definito così.

Chi è il cappellano dei camerati del Campo X?

Don Orlando Amendola inoltre “non ha mai ricevuto alcun incarico come cappellano del cimitero Maggiore di Milano o di una parte di esso”. Non sarebbe quindi nemmeno cappellano del Campo X del cimitero Maggiore (dove sono sepolti appunto i caduti della RSI). Nonostante questo c’è chi lo chiama il “cappellano dei camerati”  perché ogni anno è presente alla cerimonia in ricordo dei caduti della Rsi nel “suo” Campo X. Un anno fa si fece fotografare a un gazebo elettorale con il candidato Stefano Pavesi (della formazione neonazista Lealtà Azione) eletto con la Lega Nord.
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Sul suo profilo Facebook Amendola si definisce “sacerdote vetero cattolico Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia”. Ad agosto 2016 si definiva invece “sacerdote anglicano cattolico della Provincia Cattolica di rito Anglicano”. Una definizione la prima che Avvenire, il quotidiano della CEI, ritiene “confusa” perché non corrisponderebbe a nessuna delle comunità “vetero cattoliche” censite dal CESNUR dove però è presente una Chiesa Cattolica Nazionale Polacca (che è nata negli USA).

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Don Orlando Amendola con alcuni militanti del gruppo neofascista Lealtà-Azione

Le chiese “vetero cattoliche” a dispetto di quanto potrebbe far supporre il nome non sono chiese cattoliche, ovvero non sono in comunione con Roma e non riconoscono l’autorità del Papa. Si tratta di comunità che si separarono dalla Chiesa Cattolica a fine Ottocento e aderiscono all’Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche.

Per aver fatto il saluto fascista Don Orlando Amendola è stato denunciato dalla polizia insieme ad altre due persone. Tutti e tre i denunciati sono già noti alla Digos per essere simpatizzanti di destra.