Economia

Così aumenta la benzina perché ce lo chiede l'Europa

paolo gentiloni malore

Ne parlavamo nei giorni scorsi, ora l’evento si avvicina: per il risanamento dei conti che ci chiede l’Europa, a cui avanzano 3,4 miliardi dalla precedente manovra, si va verso un aumento delle accise sui carburanti: ovvero la classica imposta indiretta che colpisce tutti ma va incidere maggiormente su chi guadagna di meno. Spiega oggi Mario Sensini sul Corriere della Sera:

Una misura non certo popolare, ma secondo i tecnici del l’esecutivo nemmeno troppo dolorosa. E sicuramente efficace per fare cassa: ogni centesimo di aumento dell’accisa (sulla quale si paga pure l’Iva), produce un gettito di 400 milioni di euro l’anno. Con tre centesimi si garantirebbe la copertura delle spese per il terremoto aggiuntive a quelle già stanziate in bilancio, che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ha stimato in oltre un miliardo. Liberando così risorse da destinare alla riduzione del disavanzo, per riportarlo in linea verso l’obiettivo del pareggio di bilancio.

manovrina europa
La manovra (La Repubblica, 4 febbraio 2017)

I calcoli dell’Unione Petrolifera ci dicono che per la benzina  si tratterebbe di un ulteriore incremento di non meno di 3-4 centesimi euro/litro. Cifra destinata a superare anche la soglia dei 4 cent per litro nel caso, come sembra, gli aumenti partissero ad aprile e dunque venissero concentrati in appena 9 mesi. Con aumenti del genere, secondo stime di mercato, l’aggravio annuo sarebbe compreso tra i 26 euro delle vetture a benzina ed i 34 dei diesel. Il governo invece fa sapere che l’aumento si limiterebbe a un paio di centesimi, anche se per ora nulla è deciso. In ogni caso ci sono da ricordare i molteplici, incredibili precedenti:

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha già annunciato a Bruxelles, e poi confermato in Parlamento, che il ritocco delle accise ci sarà. Sarebbe la diciottesima volta, a partire dalla guerra di Etiopia del 1935, che le accise sui carburanti vengono alzate per far fronte alle spese impreviste. Aumenti che dovevano essere temporanei, ma che sono poi diventati permanenti.
Oltre alla guerra africana, con le accise sulla benzina stiamo ancora pagando la crisi di Suez del ‘56, il disastro del Vajont del ‘63, l’alluvione di Firenze del ‘66, la guerra del Libano, la missione in Bosnia, l’immigrazione dopo la crisi libica, ma anche il contratto degli autoferrotranvieri del 2004, l’acquisto degli autobus ecologici, il finanziamento della cultura, la manovra di bilancio del 2011. E cinque terremoti: quelli del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, dell’Aquila e dell’Emilia. Con il risultato che l’accisa sulla benzina oggi è pari a 728,40 euro per ogni mille litri. Sul prezzo al consumo, considerata l’imposta di fabbricazione e l’Iva al 22%, le tasse sulla benzina rappresentano ormai il 69%.

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