Economia

Gli 85 euro in più e gli 80 euro in meno per gli statali

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Il Fatto Quotidiano torna oggi con un articolo di Roberto Rotunno sulla vicenda dell’aumento di stipendio previsto dal nuovo contratto degli statali che causerà la perdita del bonus 80 euro.

Partiamo dall’inizio: i contratti dei 3 milioni di statali sono fermi da otto anni, motivo per cui i sindacati della funzione pubblica si sono mobilitati per tutto il 2016 chiedendo un rinnovo che contenesse gli aumenti salariali. La ministra Marianna Madia ha continuamente rassicurato le sigle ma per arrivare all’incontro decisivo i richiedenti hanno dovuto aspettare fino al 30 novembre.
In pratica, la situazione si è sbloccata solo durante l’ultima settimana di campagna referendaria per la riforma costituzionale (comunque bocciata il 4 dicembre dal 60% dei votanti). Nel documento sottoscritto in quella giornata, esecutivo e sindacati hanno trovato un’intesa per aumenti medi da 85 euro lordi al mese, quindi 1.105 euro all’anno considerando le tredici mensilità. Un altro punto dell’accordo prevedeva sostanzialmen te di sterilizzare gli effetti dell’incremento in busta paga sul diritto a percepire gli 80 euro.

 

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I dipendenti pubblici (tabella da: AdnKronos)

Questo bonus – va ricordato – è destinato ai redditi medi e bassi: a beneficiarne, infatti, sono quei lavoratori che guadagnano minimo 8 mila euro e massimo 26 mila euro all’anno.

Dai 24 mila euro in poi, il premio (che quando è pieno vale 960 euro all’anno) inizia a calare per scaglioni e passa da 720 a 480 a 240 euro annui, fino ovviamente ad azzerarsi quando si supera il tetto. Insomma, chi passa (grazie all’aumento previsto dal nuovo contratto) da 25mila a 26 mila euro annui, dovrà dire addio al bonus.
In pratica, l’incremento salariale sarà più che dimezzato. Il governo si era impegnato a evitare questo automatismo nel pubblico impiego, alle prese con il rinnovo, ma la direttiva non ha recepito quella parte dell’accordo. Il testo infatti chiarisce che ci sarà una valutazione sugli effetti che gli aumenti avranno sul bonus, per proporre correttivi “solo se necessario”e“nei limiti delle risorse destinate”. Dicitura che sembra lasciare pochi margini di manovra.